“DELTA Promotion #1”, una playlist hard rock-blues

Ascoltando la playlist “Delta promotion #1” ti trovi immerso nel paesaggio del Centro U.S.A., su una strada che porta verso il Sud, tra i cactus, i resti di qualche vecchia città. Ogni tanto si intravede qualche ranch e l’ora sembra essere quella del tramonto. In tempi di pandemia, si sa, un viaggio del genere ha le dimensioni di un sogno.

Il viaggio procede per bene, fino a quando decidi di scoprire chi sono i “compagni di viaggio”, ovvero le splendide band protagoniste della playlist. Ed ecco che il viaggio prende una direzione diversa: la Route 666 diventa una strada di campagna brianzola, ai ranch subentrano le cascine. Sì, perché queste band non sono americane, ma sono tutte originarie di una zona che potrebbe essere racchiusa tra le province di Monza e Verbania (escluso Bonny Jack, che è laziale).

Ma queste band hanno l’America nel sangue. I 19 brani che compongono la playlist sono uno splendido campionario di tutte le manifestazioni che il rock and roll ha avuto dagli anni 70 in poi.

La playlist si apre con i Wildking, che, attraverso un riff bello e pesante, ci portano tra gli anni 80’ e i 90’. In “Long Way Back to Home” a tratti sembra di sentire i Motorhead, “Into My Soul” ha un colorito più southern rock.

I Mountain’s Foot sembrano figli dei Lynyrd Skynyrd e dei Black Crowes, ma in alcuni momenti pagano un notevole tributo l’hard rock degli anni 80 (Motley Crue, ma anche Guns’n’ Roses). “ Rock and Roll Dose” è come cavalcare in un ippodromo avendo un bicchiere di Wiskey in mano mentre un tuo amico fa assoli al centro della pista.

Matt Cadillac and the Shoots fanno un blues rock massiccio, condito da un certa psichedelia, evocata soprattutto dall’armonica diatonica. In “Around the Street” questo strumento sostiene il brano in ogni parte.

Ruben Minuto, musicista talentuoso che si è fatto le ossa accompagnando vari artisti americani e non, è presente in questa playlist con due brani, “You’re the one that I want” ( una ballad, con Jane Jeresa) e “In the Hands of Time” (una ipnotica country song, cantata assieme a Lucia Lombardo). La musica dei Bluestouch è sostenuta da riff martellanti e affilati : “Funky Jungle” è un brano immediato e travolgente. Interessante è anche il genere dei Los Fuocos, che sembrano contaminare l’hard rock con sonorità heavy metal (My Lord). Ma il più southern di tutti è Anthony Basso. Nella sua “Something’s goin’ wrong” si può ascoltare un organo Hammond che sostiene dei riff tra blues e funky. L’autore sembra aver imparato bene la lezione dei primi Allman Brothers. Tale lezione sembra essere confermata anche in “Lay My Body Down”, brano, oltretutto, molto complesso, sotto tutti i punti di vista. Immediatamente dopo, ecco che l’atmosfera cambia, e dalla Florida del southern rock si va verso la Los Angeles del glam. I Nastyville hanno tutto ciò che serve: in “The King” la una voce che si muove prevalentemente sui toni alti, i cori influenzati dai Motley Crue, e chitarre graffianti.

La playlist si conclude con due one man bands, ovvero Bonny Jack e Micky Guns. Il primo è un perfetto bluesman, la cui voce sembra provenire da uno Shure 55, e la cui musica è davvero degna di un viaggio on the road. “Higher self blues”, di Micky Guns, è strumentale, con finger picking di chitarra e tamburello.

Il viaggio è giunto al termine. Se questa è la dimensione giusta, allora vale la pena di continuare a viaggiare.

Link alla playlist: https://open.spotify.com/playlist/4UFKbeT4jPDcpXWtIN1seQ

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