Intervista a Foresta: «Bisognerebbe concedere più spazio a chi osa»

Foresta

Noi della redazione di StandOut abbiamo incontrato Foresta e gli abbiamo posto qualche domanda. Già autore e produttore per diversi artisti di Sony Music e Universal Music, Foresta è un artista a 360° che, grazie alla sua personale cifra stilistica, riesce a dare il massimo come cantante, autore, produttore e regista.“RIMANGO DA SOLO” è il suo nuovo singolo, in radio e in digitale a partire da venerdì 23 aprile.

 

Ho ascoltato il tuo singolo e devo farti i miei sinceri complimenti. Mi puoi raccontare la tua storia fino a qui?
Grazie mille! Sono molto felice di questo! Ho iniziato molto presto a lavorare con la musica, a 19 anni mi sono imbarcato come cantante su una nave da crociera e da lì non mi sono più fermato! Ho girato il mondo, studiando e cercando di assorbire quante più cose possibili! Quattro anni fa ho conosciuto il mio attuale manager Massimo Bettalico della “Senza Dubbi” etichetta editoriale, con il quale ho instaurato un rapporto di amicizia fraterna, e iniziato il mio percorso da autore/produttore collaborando con molti artisti e anche il mio percorso artistico.

Hai definito “Rimango da solo”, un “easy listening” contaminato da sonorità dance e flamenco. È stata una scelta volta sin dall’inizio?
In realtà no, il brano è nato come ballad, però nella testa avevo già in mente lo storytelling del videoclip, e ho voluto creare una sorta di contraddizione tra il testo e il messaggio, con una sonorità da “tormentone”

Come si esce da una relazione tossica?
Penso che l’unica chiave sia quella di togliersi il paraocchi, e cercare di vedere prima se stessi, le proprie necessità, prima di quelle dell’altra persona. Non si può amare veramente se prima non si ama se stessi. Un po’ di sano egoismo a volte salva!

Quali sono le tue opinioni riguardo alla scena musicale italiana?
Penso che ci sia una scena substream importantissima, con talenti con La T maiuscola, che purtroppo viene schiacciata dal piattume del mainstream! Per carità, bisogna fare business, però nella top 10 di Spotify Italia, sento emozione in 1 brano su 10… ahimè! Bisognerebbe secondo me concedere più spazio a chi osa.

Sei un artista completo che lavora su più fronti. Come sono nate le collaborazioni con Sony e Universal e com’è aiutare i giovani artisti che si affacciano a questo mondo?
Ho iniziato a collaborare con vari artisti di Sony e universal grazie al mio manager Massimo Bettalico, che in primis ha creduto nel mio talento artistico, ma soprattutto umano, riesco ad instaurare con gli artisti con cui collaboro un rapporto di fiducia e di stimolo reciproco! Tiriamo sempre fuori il meglio di entrambi quando siamo in studio a scrivere!

C’è un messaggio particolare che vorresti lasciare in conclusione ai visitatori di StandOut?
Ragazzi, chiunque legga, non mettetevi mai da parte pensando di non essere all’altezza. Siamo tutti all’altezza dei sogni che abbiamo!

 

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