Intervista a Stefano Di Nucci

Stefano Di Nucci

“OPERA POSTUMA”(Giungla Dischi/Believe Digital), è il disco d’esordio del cantautore STEFANO DI NUCCI. L’artista, dopo essersi aggiudicato il primo posto della sezione “Nuove Proposte” al Premio nazionale Lunezia 2017, ha avuto l’onore di aprire alcuni concerti di Fabrizio Moro.“Opera Postuma” è stato anticipato dal singolo “La Donna Eburnea".

 

Lo scorso maggio è uscito il tuo disco d’esordio “Opera Postuma”. Quando hai capito che questo sarebbe stato il titolo giusto?

L’ho capito mentre ero imbottigliato nel traffico. Da quel momento in poi ho evitato di dirlo a tutti. Le poche persone a cui l’ho detto hanno storto un po' il muso e, visto che a me piaceva tano come titolo, ho deciso di non dirlo più per non essere condizionato e andare avanti con la mia idea.

Ascoltandolo si sentono diverse influenze. È stato difficile far combaciare tutto e ottenere questo risultato finale?

No, non direi che sia stato difficile. Si è svolto tutto in maniera fluida, ovviamente con qualche ritocchino qui e lì. In linea di massima, ripeto, il parto è stato spontaneo.

Tra la scrittura, la produzione e il live qual è la fase creativa che preferisci e per quale motivo?

Direi la scrittura e la registrazione personale a casa di provini. Il motivo è che io sto bene in luoghi silenziosi, non sono uno che ama stare in posti affollatissimi.

Hai aperto alcuni live di Fabrizio Moro. Che rapporto avete? Ti piacerebbe infuturo collaborare con lui?

Moro mi ha dato un’impressione ottima, parlo del lato umano. Abbiamo evidentemente un rapporto che non posso neanche definire, ho avuto modo di parlarci molto poco, però mi ha stupito il modo in cui mi ha abbracciato quando ci siamo salutati e il fatto che mentre mi guardava sia scoppiato a ridere e abbia detto in romanaccio: “ che soggetto”. Mi piacerebbe chiaramente collaborare con lui, massimo rispetto per l’artista anche se credo che abbiamo due modi di scrivere piuttosto diversi. Potrebbe comunque venire fuori qualcosa di molto piacevole, del resto non l’ho inventato io che dall’unione di mondi diversi nascono delle esperienze splendide.

Sei uno di quegli artisti che ancora crede nella gavetta e non cede al richiamo dei talent. Quanto ti ripaga e quanto ti penalizza questa scelta?

Non lo so se ripaga o meno perché non ci penso proprio. Non mi sono mai domandato se andare o meno a un talent; non è una questione di “snobberia” ma io non ho proprio le qualità che si richiedono in un talent. Quindi gavetta tutta la vita! 

Ascolti sempre musica nuova per cercare ispirazione o ti concedi qualche classico?

Si ascolto musica nuova perché credo ci siano dei cantautori nuovi validissimi. Dimartino è uno che cito sempre, mi sembra veramente una grande penna. Quanto al passato, io sono un amante del rétro, tipo qualche giorno fa ascoltavo Donovan oppure sono rimasto colpito dalla bellezza di “ Nessuno al mondo” di Peppino  di Capri… il sound cosi, il fruscio delle registrazioni di una volta e io esco pazzo!

Prossimi impegni?

Qualche concerto, se riesco qualche collaborazione e un po' di dieta…

 

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