Recensione: P!nk – Beautiful trauma

Pink

Sin dagli esordi nei primi anni 2000, P!nk ha saputo contraddistinguersi dalle sue colleghe nel panorama pop, evitando di puntare sulla sensualità del suo corpo o sugli scandali ma procedendo sempre a testa alta, mostrando al contrario un carattere da ragazzaccia, rispecchiato nelle sonorità pop-rock dei suoi primi album. Già da qualche anno la cantante statunitense sembra aver abbandonato l'approccio inziale, puntando su un pop più commerciale, ma comunque altamente significativo e corrispondente alla sua immagine. Con l'ultimo album "Beautiful trauma", uscito il 13 Ottobre 2017 per RCA Records, ha portato a termine il suo sviluppo, proponendo al pubblico un album di 14 tracce, essenzialmente pop, abbellito da numerose ballate. 
Nonostante sia maturata, anche grazie alla nascita della bellissima figlia, P!nk non abbandona mai il suo atteggiamento aggressivo e incurante, nemmeno nella sua relazione d'amore. Con la prima traccia "Beautiful Trauma", la cantante mostra quanto a volte sia difficile sopravvivere a una tale violenza amorosa: la volontà e la consapevolezza di voler continuare a mantenere la storia viva è però segno di quanto essa sia importante per lei, e di quanto sia disposta a lottare per mantenerla. È una piccola (e forse non troppo orginale) metafora per rappresentare le difficoltà che si incontrano nell'arco della propria vita. Per questo P!nk ha scelto questa canzone come title track, come ha commentato sul suo profilo Twitter a riguardo: "Ho deciso di chiamare l'album come la canzone "Beautiful trauma" perché la vita è un'esperienza incredibilmente traumatica. Ma anche bellissima. Ci sono ancora un sacco di cose belle e di bellissime persone nel mondo".  

Le tracce più significative sono quelle socialmente impegnate, che seguono le impronte lasciate dal lead single "What about us", come ad esempio "Barbie", nella quale P!nk esprime la sua nostalgia per quei giorni in cui da piccola poteva giocare con le bambole senza preoccuparsi dei problemi che affligono il mondo. Il resto del disco tuttavia, non soddisfa a pieno le aspettative anticipate dal primo singolo: gli altri brani sono per di più elaborazioni artistiche delle tematiche espresse nell'opening track, che a lungo andare risultano ripetitive. Troviamo ad esempio "Revenge", una traccia che ripercorre i passi della hit del 2012 "True love", ma sicuramente con un motivetto più monotono e meno efficace, accompagnato da una strofa di discutibile qualità del  "rap god" Eminem. In moltissime tracce vengono evidenziate le ottime capacità canore della cantante, come in "But we lost it" o "Wild hearts can't be broken", segno tangibile della grande professionalità.

È sempre interessante vedere come un'artista che ha segnato la storia della musica pop degli anni 2000 si ripresenti nel contesto contemporaneo: si comprende realmente la sua capacità di adattamento e la sua ecletticità artistica. Con "Beautiful Trauma" P!nk ha creato un prodotto coerente con il suo passato e contemporaneamente in linea con le richieste del pubblico di oggi, che però per alcuni aspetti non soddisfa le aspettative prefissate.

 

  • - 6.5/10
    6.5/10
6.5/10

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