I Northway sono una band bergamasca nata nel 2014. La band ha pubblicato due album, Small Things true Love (2017) e The Hovering (2020), e dopo qualche anno ritorna con un interessante Ep di due tracce, che prende il nome dai brani contenuti in esso: Impulse, Surrender. La band, nel frattempo, continua ad esibirsi sui palchi della Lombardia e non solo.
La miscela proposta dalla band, dall’ascolto di questo nuovo Ep, ha le sue radici nel post rock. Diciamo che propone atmosfere gelide degli Slint, ma allo stesso tempo non disprezza la ricchezza di arrangiamenti dei Tortoise.
Il primo brano, Impulse, gioca sul timbro e sui colori degli strumenti. Caratterizzato alla base da una batteria portante ed equilibrata, presenta basso e batteria che dipingono interessanti affreschi e scenari sonori, caratterizzati da arpeggi, riff di vario tipo. In alcune sezioni il ritmo incalza in modo agguerrito ed evidente, sfiorando la psichedelia dei Soundgarden. Il brano è tutto caratterizzato da un’attenta alternanza di colori e contenuti sonori che contribuiscono a dare vigore alla traccia, che è curata nei minimi dettagli.
Il secondo brano, Surrender, più lento del primo, è una rappresentazione musicale dell’attesa e della rassegnazione. Caratterizzato da un’atmosfera autunnale, con i suoi arpeggi ci conduce verso sentieri cupi, per poi cambiare, con l’ingresso del rullante marziale (2:30), verso strade diverse, più rassegnate. Il basso pulsante e lievemente distorto colpisce per il suo colore e con i suoi 7 minuti questo brano assume delle proporzioni quasi monumentali, potrebbe tranquillamente essere un manifesto della band, una dimostrazione del genere di questo gruppo. Gli ultimi minuti, con le sue distorsioni granitiche si ricollegano al grunge, alla psichedelia, all’alternative rock.
Opera interessante e complessa, l’Ep ci propone una band capace di porsi sulla scia di un genere, il post rock appunto, che ha visto le sue migliori prove negli anni ‘90. Questi ragazzi si rivelano capaci di creare un sound interessante, di competere con i protagonisti del genere e di ridare vigore ad un materiale e ad un modo di fare musica che meritava davvero di essere riportato alla luce.
Link Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/5UhYr0Q2tPheWWC5alQuYx
Credits:
Registrato e mixato da Francesco Lucà al suo RBS Studio di Cormano.
Artwork curato da Renée Kohl @arlecchino.moderno.
Masterizzato presso “La Maestà” di Giovanni Versari.
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