The Hermanos parla di “A Flower in the Cracks”

Il 23 ottobre 2026 i The Hermanos pubblicano “A Flower in the Cracks”, il nuovo singolo disponibile su tutte le piattaforme digitali, accompagnato dal videoclip ufficiale in uscita in contemporanea.

Link video: https://youtu.be/nbGzMgaaKuU?si=oTAZ_pT9DAgugSOg

Abbiamo intervistato la band.

“A flower in the cracks” è il nuovo singolo. Come è nato?

Quando ci siamo trovati in sala, questa estate, per buttare giù delle idee, il ritornello è venuto fuori subito così praticamente come lo sentite in registrazione, a quel punto poi in studio ci ho ricamato sopra per costruire strofa e arrangiamenti. Nel primo singolo avevamo abbandonato completamente i suoni elettronici, in questo secondo sono preponderanti. Potrei dire che ci piace spiazzare, la realtà è che cerchiamo di mantenere un identità sonora ma poi lasciamo che l’ispirazione prenda il sopravvento.Generalmente tutto parte da un idea musicale di mio fratello (Roberto) e poi io (Giorgio)la sistemo e gli do una forma.

Tra rock alternativo ed elettronica il brano racconta la resilienza di fronte alle difficoltà della vita e alla forza distruttiva di un amore tossico. Quanto è importante nel nostro mondo parlare di resilienza?

In realtà attraverso le canzoni che compongono sia il nostro primo Ep “Blinding Love” che il Primo album “ A Different love” esploriamo tutti gli aspetti dell’amore sia perchè l’amore che intendiamo è declinato in tutte le sue forme, sia perché l’amore porta con se una valanga di altri sentimenti come la gelosia, il dubbio, il risentimento, il dolore, finanche l’odio. Quindi in questo caso la resilienza alle difficoltà della vita e soprattutto ad un amore tossico è solo un altro aspetto che mi piaceva affrontare ed in particolar modo mi permetteva di parlare della forza mentale delle donne.

Un ricordo indelebile di un vostro live?

Quando abbiamo suonato davanti ad una platea di persone che dall’inizio alla fine ci hanno ascoltato, applaudendo e bevendosi certamente qualche birra, ma senza mai alzarsi o spostarsi durante tutta l’esibizione. Non Siamo più abituati a questo tipo di ascolto, non siamo neanche più capaci di stare seduti ad ascoltarci un intero album nel nostro stereo e questa cosa ci ha fatto immenso piacere soprattutto perchè crediamo in di fare una musica in qualche modo di “Atmosfera”

Chi sono i vostri modelli musicali?

Decisamente i primi U2 fino alla metà degli anni ‘80, la capacità di fare rock non limitata da degli schemi ma soprattutto l’ Impronta per noi Molto “spleen” della musica di the Edge ci ha decisamente segnato. Poi Tutta la new wave e la musica elettronica dei Depeche mode, senza dimenticare che il crossover degli anni ‘90 ci ha aperto mondi sulla possibile contaminazione dei generi, cosa di cui non possiamo fare a meno, anche se all’interno di un album cerchiamo di contenerci.

Quale è il verso di una vostra canzone che sentite particolarmente vostro?

“You’re that flower in the cracks, But my love’s a fire, and you can’t turn back.” Questa è decisamente un risposta difficile perchè tutti i testi nascono da mie riflessioni o esperienze
Personali, quindi decisamente sono in difficoltà. Questa dell’ultimo singolo mi è riuscita bene! (scherzo N.d.A.)

La musica è un viaggio interiore….

La risposta è per noi assolutamente!. La musica è comunicazione ad uno stato più alto ed è ci da la capacità di affrontare i nostri demoni. Siamo cresciuti ascoltando rock e molta musica “d’atmosfera” comprese colonne sonore dei film e siamo sempre stati più attratti dalla capacità della musica di evocare immagini e sensazioni . Come detto, siamo affascinati dalle sfaccettature più “spleen” dell’armonia e del suono. Quindi decisamente Sì ed è quello che ci piacerebbe succedesse ai nostri ascoltatori facessero, anche quando ci vengono a vedere dal vivo.

Cosa vuol dire per voi fare musica?

Suoniamo da così tanto tempo che mi verrebbe da rispondere con la domanda, cosa vuol dire non fare musica. Come già detto, per noi è urgenza comunicativa, è tenere a bada i tumulti dell’animo, è sfogo controllato, è dare forma a quello che per noi è bellezza.

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