Nebbia sonora che stringe. Ritmo dritto e implacabile, linee acid scure e distorte che mordono fino al groove. Suoni duri ed essenziali, costruiti per colpire il corpo e mantenere alta la tensione. Un brano diretto e ipnotico, pensato per il dancefloor: fa saltare e accende la passione per l’acid techno più pura. Per amanti di trance, minimal techno, psytrance, acid techno, techno dub, così descrive Ricky Raiola il suo singolo Rouzz.
Abbiamo rivolto alcune domande all’artista electro.
Presentati e raccontaci del tuo progetto musicale…
Sono Riccardo Raiola ma per tutti Ricky. Sono di Torre Annunziata, provincia di Napoli ma ormai è da più di un decennio che vivo in Spagna. Il concept del mio progetto è stato maturato durante molti anni con alti e bassi perché preso da altre tipologie di produzioni come circo, teatro e danza contemporanea dove mi dedicavo alla produzione di musiche background ed altre parti tecniche.
….trance, minimal techno, psytrance, acid techno, techno dub…come hai creato il tuo sound, quali i compromessi creativi?
Questo sound si è strutturato negli anni attraverso le tante esperienza live che ho avuto tanto in teatro come nei rave party più crudi. Questa vibrazione mi accompagna da anni e aveva bisogno di uscire, per questo ho optato per una sonorità più crude, quasi primordiali, perchè era quello che volevo, un suono duro ed ipnotico ma che possa farti saltare allo stesso tempo.
Quali sono le influenze musicali?
La musica elettronica mi accompagna da quando sono bambino, sono sempre stato molto aperto sui vari generi, ho sempre ascoltato di tutto a passando dalla dub, tekno, techno, acid techno, hip hop, trip hop, jungle drum, modular music, breakbeat.. Da bambino adoravo Fat Boy Slim ad esempio e negli anni mi sono avvicinato al mondo dei sound systems e quindi al mondo underground e la musica veloce. Attualmente adoro ascoltare techno da club come Anthony Rother, The blaze, kollektive tourmestrasse, Fred Again, Solomon, Extrawelt. Insomma beat decisi e synth fatty.
Come nasce un tuo pezzo? Che ambiente crei intorno a te? Che atmosfera?
Ogni pezzo ha un suo mondo, un suo mood, alcuni vengono per saltare altri vengono per viaggiare. Non esiste uno schema preciso, si cerca sempre di catturare l’energia del momento e trasformarla in un’onda.
Qual è la tua più grande ambizione come artista?
Sicuramente sarebbe bello poter suonare live il nuovo progetto che sto creando ed espandermi fino a fare in modo che il mio lavoro arrivi a più gente possibile.
Quale messaggio vuoi trasmettere con la tua musica?
Il messaggio vuole essere di trasformazione interiore, una rivoluzione che avviene ad occhi chiusi mentre il corpo inizia a saltare, non ci sono barriere capaci di fermare le vibrazioni.
Talento e studio. Come si intrecciano in un artista?
Gli studi ossessivi per un’artista non finiscono mai, se non ci fosse quella parte qualsiasi pezzo o opera sarebbe solo una bozza o uno schizzo. Qualsiasi artista ha bisogno di fare bozzetti, sono questi a farci evolvere tecnicamente, provare e riprovare serve per migliorare.
Progetti per il futuro?
Attualmente ho iniziato a lavorare al prossimo live e contemporaneamente sto creando un nuovo singolo. Sono a lavoro per il prossimo step, una fase di ricerca di sonorità nuove per un live nuovo fresco e potente.
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