Domani e giovedì “Scusate il Ritardo“ torna in scena a Roma. Il Teatro Tor Bella Monaca si prepara ad accogliere due serate già sold out, pronte a riportare sul palco l’energia, l’ironia e la comicità viscerale di Lele Sarallo. A poche ore dal ritorno in scena lo abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda, mentre l’attesa cresce e il teatro si prepara a riempirsi di risate.
In Scusate il Ritardo il pubblico non è solo spettatore, ma parte del gioco. Ti è mai capitato che qualcuno reagisse in modo totalmente imprevisto, al punto da dover cambiare rotta in scena?
Sì, spesso in realtà. Una volta durante l’interazione con il pubblico per sbaglio hanno sbagliato ad illuminare la platea, dovevano beccare un uomo invece hanno illuminato una donna, li ho fatti cambiare di posto ed ho improvvisato insieme a loro tutto il momento è stato molto divertente.
Il titolo parla di “ritardo”, ma oggi tutti corrono per arrivare primi. Secondo te la comicità ha bisogno di velocità o di saper aspettare il momento giusto?
È proprio questo il senso. Il messaggio dell’aspettare ma in un modo attivo spaventa, e nel mondo in cui viviamo bisogna fare sempre qualcosa pur di non restare indietro. Scusate il ritardo nasce anche come provocazione evocativa: dico alla scena dello show business dove tutti fanno tutto ma non tutti sanno fare, che ci sono anche io! E lo faccio nel modo che meglio mi riesce, facendo divertire il pubblico, o almeno ci provo.
Hai portato la tua comicità dal web al teatro. Qual è la cosa che sul palco funziona benissimo, ma che online semplicemente non esiste?
Il contatto diretto con il pubblico, le emozioni diverse, il brusio, gli applausi, le risate… online tutto questo non si può fare.

Scusate il Ritardo (Serena Pistilli – Lele Sarallo – Mattia Del Forno)
I tuoi sketch raccontano relazioni, abitudini, piccoli tic quotidiani. C’è un personaggio che ti è costato emotivamente più fatica degli altri da costruire?
No in realtà, tutti i personaggi che porto in scena in questo spettacolo sono ispirati a persone che ho incontrato nella mia vita, e c’è anche molto di personale.
Le due date al Teatro Tor Bella Monaca sono già sold out. Cosa cambia, per te, salire sul palco sapendo che chi verrà ha già scelto di esserci?
È una carica emotiva incredibile, una grande soddisfazione ma anche una grande responsabilità. La cosa che ho imparato è cercare di accettare il fatto che non sarà mai perfetto ma sarà autentico ed anche con qualche piccolo errore si può riuscire a trasmettere tanto sempre.
Una parte dell’incasso di queste serate sarà devoluta a Zittocancro!. Come è nato l’incontro con questa realtà e cosa ti ha convinto a legare lo spettacolo a questo progetto?
Grazie alla consigliera del VI Municipio di Roma Maria Leccese ho conosciuto ZittoCancro! Questo progetto bellissimo guidato da Emanuela Bonetti insieme a molte volontarie che aiutano le donne nella prevenzione oncologica, è stato amore a prima vista abbiamo detto insieme: “Facciamolo”! E così sono nate le nuove date del teatro Tor Bella Monaca. Da sempre nel mio piccolo mi piace aiutare gli altri quando e come posso e se si può attraverso un sorriso, ancora meglio.
Il teatro Tor Bella Monaca è un luogo molto legato al territorio. Portare lì uno spettacolo che nasce dal web cambia il modo in cui lo vivi?
No, assolutamente. Anzi, amplifica molto le sensazioni che uno sketch o un monologo ti può dare, perché è uno di quei teatri veri, del popolo, dove si sente la vera romanità autentica, e il romano non te le manda a dire, quindi è ancora più bello così!
Dopo ogni spettacolo il pubblico ride, applaude, esce. Tu cosa ti porti a casa, ogni volta, quando il teatro si svuota?
Non è facile descrivere quella sensazione, è una carica di varie emozioni che si alternano nei giorni dello spettacolo. È un’esperienza davvero forte che poche forme d’arte riescono a trasmetterti. D’altronde qualcuno una volta disse «Amo il teatro. È molto più vero della realtà».
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