Lemmerde sono tornate. La band tra le più irriverenti e dissacranti del panorama punk/metal siciliano presenta il nuovissimo album dal titolo CATARSIADDOSSO. Un disco che non chiede permesso e non fa prigionieri.
Non si tratta di cover, non ascolteremo arrangiamenti o tributi a grandi classici della musica italiana. Il campo di gioco de Lemmerde è il no-sense e la demenzialità. Il modus- operandi prevede lo sventramento totale di ogni idea originale del brano seguita da una sommaria ricostruzione condita da qualche BPM in più (solitamente da 80 a 150) e una abbondante dose di distorsione e violenza. Nessun omaggio. Nessun messaggio. Nessun rispetto. E soprattutto nessuna pietà. Solo no-sense, demenzialità e dissacrazione totale, in perfetto stile Lemmerde.
Attivi da diversi anni nella scena underground, i Lemmerde sono composti da Mauro Nardi (voce e basso) Livio Frisella (batteria) e Francesco Less (chitarra e voce). Dopo Violent pop e Brown album, questo terzo lavoro conferma la loro identità: una miscela di punk/metal sporco, ironico, volutamente sgraziato e sopra le righe.
L’album, composto da 15 brani, è un autentico viaggio nella musica italiana d’autore. Quella che si ascoltava in radio da piccoli. O almeno così si direbbe dalla tracklist. Il disco si apre infatti con Dieci Ragazze, introdotta da Enter Sandman dei Metallica e Un’emozione da poco che viene introdotta da Toxicity dei System of a Down.
Tutto inizia a precipitare su Il ballo del qua qua, traccia numero 3. Il classico di Romina Power viene smantellato da un esecuzione Punk Hardcore fuori controllo. Il viaggio prosegue senza direzione con Cin Cin e Fatti più in la, per poi trovare un attimo di quiete con Up patriots to arms che possiamo definire uno squisito riadattamento punk del classico brano di Franco Battiato. Da lì in poi saltano gli schemi.
Si susseguiranno in ordine Maledetta primavera, Sentimento Pentimento, Piccolo Fiore dove vai fino a culminare con Quando i bambini fanno oh, che segna il punto più apocalittico del disco.
Nel disco trovano spazio a due brani dedicati ai registi siciliani Ciprì e Maresco, dal quale la band trae riferimento in termini di grottesco e disturbante. E un featuring molto interessante con Vince Kaoma, che aggiunge imprevedibilità al disco.
In ultima analisi non possiamo che convenire che Catarsiaddosso è un disco che divide. O lo ami o lo odi. O forse entrambi. In pieno stile Lemmerde. Non è un disco per chi cerca tecnicismi o profondità lirica. E’ un atto di vandalismo consapevole in chiave punk! In altre parole. Imperdibile!
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