Recensione – Kindread Project e Demiurgo – “Not A Number”

Ci troviamo oggi a recensire un album di musica elettronica sperimentale, frutto della collaborazione di due artisti, dei quali uno è già noto alla penna che sta scrivendo questa recensione, e cioè, Demiurgo: Paolo Di Pierdomenico dietro a questo progetto che esplora la narrativa della musica elettronica, tra IDM, glitch, ambient e suggestioni cyberpunk, con una indole cinematografica e visionaria del suono. L’altro artista coinvolto è Egidio Abruzzese con il suo Kindread Project, progetto che fonde musica elettronica, dub e ambient, evolvendo negli anni verso IDM, glitch e sperimentazione. La sua musica la si può descrivere come evocativa, capace di descrivere paesaggi interiori dell’essere, caratterizzata da atmosfere oscure, improvvisazioni dal vivo e un uso diretto dei sintetizzatori.

Non è la prima volta che i due si trovano a collaborare insieme, risale al 2022 ESP Unlocking, oggi ci presentano Not A Number: un Ep di sette tracce sotto l’etichetta Ingra Records. Un concept album che racconta la vicenda di un gruppo di hacker che si rivolta contro la manipolazione della popolazione compiuto da una organizzazione; quest’ultima si serve di una cosa poco scontata per esercitare questa oppressione: il suono.

Not A Number fa riferimento al linguaggio informatico (NaN); le persone diventano come meri dati all’interno di un computer, in una narrazione molto orwelliana ma che sempre più ci convince, dovendo arrendersi alle dinamiche cibernetiche e disumanizzate della società odierna. Ci dicono gli autori:

“La storia è immaginaria, ma le sue risonanze, nostro malgrado, sono attuali.”

Questa storia che già di per sé basterebbe ad aprire l’immaginazione di chi l’ascolta, viene raccontata attraverso l’alta scuola di musica elettronica che ci presentano i due artisti, con scenari estremamente cinematografici, conditi da sfumature IDM, glitch, strutture industriali, dark ambient e synthwave. Formano di fatto la colonna sonora del racconto di questi rivoltosi. Spiccano brani come ESP Unlocking, dove dedicato troviamo anche un bel video, System Bugs e The Ribellion Code, veramente portentosi.

Chi già conosce gli artisti saprà che difficilmente deludono: il genere all’avanguardia permette loro di sperimentare praticamente all’infinito le possibilità modulari che sorreggono questo campo (sintetizzatori). Deve piacere, non lo si può negare, i neofiti troveranno sicuramente complicate alcune parti, ma chi ama guardare sempre di più all’orizzonte esplorativo della musica sintetica ammetterà l’ottimo lavoro che stanno compiendo artisti come Demiurgo e Kindread Project.

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