Recensione – Roofsize – “TrEp”

TrEP è un gioiellino. Ci sentiamo di aprire così la nostra recensione del nuovo EP dei Roofsize.

Conosciamo già bene la produzione del duo palermitano formato da Salvo La Rosa, tastierista dalle idee funamboliche e folli attivo anche nei Das Es, e Giovanni Giardina, batterista tecnicamente preparatissimo, di grande precisione ed estro. È sempre bello sentirli tornare sulle scene e forse il modo migliore è proprio quello di ascoltare un nuovo lavoro discografico.

Dalle prime note ci sentiamo subito tirare dentro quegli anni ’90, quelli in cui sul versante elettronico imperversavano i synth e le sonorità senza sconti di Bluvertigo e Subsonica. Nessuno dei brani risulta debole o più indietro rispetto agli altri. Cinque brani intensi e dai ritmi incalzanti, dove i suoni curatissimi dei synth di La Rosa si intrecciano perfettamente con le ritmiche quasi prog della batteria, rigorosamente di matrice acustica, di Giardina.

La novità più importante probabilmente è il fatto che il duo, in partenza prevalentemente strumentale, si sia decisamente spostato sulle canzoni con dei cantati che ormai hanno preso un ruolo centrale e decisivo. I testi sono semplici ma dalle idee chiarissime e ci hanno piacevolmente sorpreso per costruzione ed efficacia.

Lo abbiamo detto in apertura, lo diremo ancora in chiusura: TrEP è un gioiellino.

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