Intervista a Marco Germani – “sono riuscito a fare della musica un mestiere e questo lo reputo un successo”

Disguised Sleep, nuovo singolo del chitarrista Marco Germani, è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Si tratta della ri-edizione di un brano già contenuto nell’album N.D.E., completamente risuonato e remixato, vi hanno collaborato: Alessandra Balliana, cantante e songwriter italiana che ora vive a Londra, ha registrato le parti vocali di cui è autrice e Cristiano Sacchi, alla batteria, al mix e al master. Sofia Bonardi è autrice dei cori.

Il testo, impreziosito da un blocco “parlato” precedentemente assente, è sulfureo e diretto – a riconferma delle doti liriche di Balliana, che ben sa cogliere il tormento e la volontà dell’autore di trafiggere emotivamente chi ascolta. La voce narrante non fa sconti, furibonda e spietata verso l’interlocutore – che ci giunge come un emarginato, un dannato, o forse semplicemente uno sconfitto.

La copertina è stata realizzata dalla fotografa Elisa Collimedaglia.

N.D.E., secondo album solista di Marco Germani, è l’acronimo per “Near Death Experience”, che significa “esperienza di pre-morte”, che nel concept-album assume diverse sfaccettature metaforiche, in particolare il brano “Disguised Sleep” si interroga sul concetto di realtà e verità.

Link streaming Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/2w9qYdxsvh1PcIWN59Oyl3

Abbiamo intervistato l’artista…

Tempo fa è stato pubblicato l’album “N.D.E.” Di cosa parlavano le canzoni? Di cosa parla il singolo “Disguised Sleep”?

L’album era una sorta di viaggio temporaneo nell’aldilà dove il protagonista perdeva la connessione con la realtà a causa di un’esperienza di premorte ed ogni canzone trattava un argomento particolare come l’abbandono, la delusione, il tradimento, l’isolamento. Come in un viaggio all’inferno, nel brano finale riusciva a correre attraverso il tunnel e ritornare alla realtà profondamente cambiato.
Link streaming album: https://youtu.be/QLV0cHqB0kU?si=F6cNY-lWXrZ1URWu
Il progetto coinvolgeva molti amici con un featuring per ogni brano; Alessandra aveva scritto il testo e creato la parte vocale che è rimasta più o meno inalterata, nella nuova versione è arricchita dai cori di Sofia Bonardi e miei e alcune parti parlate più alcuni growl sempre del sottoscritto. Per Disguised Sleep avevo dato ad Alessandra l’idea di immaginarsi come una creatura infernale che doveva corrompere e torturare un’anima confusa e arrabbiata. E’ stata molto brava a costruire un testo in questa direzione che funziona anche come spunto di riflessione su quando possiamo essere pieni di frustrazione e rabbia.

Alessandra Balliana. Come è stato collaborare con lei?

Conosco Alessandra da oltre 20 anni, abbiamo suonato tantissimo insieme sia come situazione da duo sia con la nostra band (Purpleness) con la quale proponevamo inediti e anche cover. Poi si è trasferita a Londra per frequentare una prestigiosa accademia musicale e ci siamo visti più sporadicamente ma sempre tenuti in contatto. Questo brano è la prova che si può fare musica insieme anche a distanza. Lei ha una voce molto versatile ed è una abilissima songwriter perché suona anche più strumenti oltre che avere una cultura da producer, quindi ci capiamo perfettamente e il flusso creativo scorre senza nessun intoppo.

Cristiano Sacchi ha fatto un lavoro encomiabile. Come lo hai conosciuto? Perché la scelta di ripubblicare alcune canzoni negli ultimi tempi?

Cristiano è un altro amico di vecchia data, suonavamo insieme nei Dead Men Walkin con un tributo all’industrial metal e siamo cresciuti insieme con il C.M.M. (Centro Musical Moderno) di Vigevano dove ci occupavamo di tutto: dalla sala prove, ai live, alle registrazioni, poi abbiamo iniziato insieme a costruire la nuova struttura After Life Music Dimension, ma poi ci siamo persi di vista perché ha cambiato lavoro e ha temporaneamente accantonato la musica. Durante l’emergenza COVID-19 ci siamo re-incontrati online perché facevamo delle sessioni di home recording e lui si è riappassionato, costruendosi una regia in casa e riprendendo a suonare, il risultato è questo brano con relativo mix e master più altre novità. Sto ripubblicando alcune canzoni perché le reputo valide e ri-arrangiandole e dando loro un nuovo mix e master acquistano di qualità e si adattano meglio ai tempi e ai sistemi di ascolto degli ultimi anni.

Quali artisti/band sono i tuoi miti? A chi ti ispiri particolarmente?

Ce ne sono tantissimi, per questo brano potrei citare Evanescence, Skunk Anansie, Halestorm, The Pretty Reckless, giusto per allinearci alla vocalità femminile, ma si colgono anche delle citazioni di Metallica, Pantera, Marilyn Manson… Mi piacciono molto le sonorità metal e alternative anni 90 e 2000 e credo che da questo brano emergano.

Sei un chitarrista eccellente e virtuoso. Quanto è importante la tecnica nella produzione musicale?

La tecnica non è mai abbastanza e provo sempre a imitare i miei chitarristi di riferimento facendo una fatica immensa perché sono unici al mondo (Steve Vai, Joe Satriani, Nuno Bettencourt, Eddie Van Halen, Dimebag Darrel, Zakk Wilde, John Petrucci), non bisogna dimenticarsi però che esiste anche il feeling e le tecniche di registrazione e produzione dei suoni che sono altrettanto importanti per ottenere un buon prodotto, anche queste sono moltissime e non bisogna mai stancarsi di migliorare.

Se dovessi trarre un bilancio, quali sono le tappe essenziali del tuo percorso?

In primo luogo sono riuscito a fare della musica un mestiere e questo lo reputo un successo, poi faccio molte cose diverse anche a livello di stili e generi musicali, oltre a insegnare tutti i giorni e a organizzare eventi, suono in diverse cover band con progetti non banali e stiamo aggiornando le sale delle nostra associazione per registrare e provare con una buona qualità, inoltre sto producendo anche materiale di amici e vorrei ricreare un circuito valido per gli inediti che a mio giudizio in questo momento in italia sono poco valorizzati. Grazie per lo spazio che mi avete dedicato.

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