“Leda and the swan”, intervista a Roberta Di Mario

Roberta Di Mario

La pianista Roberta di Mario ha rilasciato il nuovo singolo “Leda and the Swan”, a cui seguirà la pubblicazione dell'album “Disarm” prevista per il prossimo autunno (Warner Music Italy). L'artista ha presentato il nuovo singolo a Piano City Milano, inoltre il brano è presente nella playlist di Apple Music Piano City Milano 2019. L'abbiamo contattata per parlare in merito a questi nuovi progetti:

 

Leda and the swan”, il tuo ultimo singolo, è un brano ad alto contenuto emotivo. L'hai definita come “uno degli atti creativi più potenti dell'album”. Puoi raccontare qualcosa riguardo al processo creativo legato a questa canzone? Quali emozioni volevi trasmettere?

Questo brano è stato scritto circa un anno e mezzo fa. È arrivato abbastanza all'improvviso a seguito di un quadro che vidi e che ritraeva il mito greco di “Leda e il cigno”. Sono poi andata ad approfondire e ho visto che questo tema ha attraversato l'arte per secoli, esiste anche una copia di Michelangelo e un poema di Yeats. Questo mito è stato utilizzato sia nell'arte che nella letteratura e io ho provato a riportarlo in musica, con i tasti bianchi e neri. Dopo aver visto questo dipinto l'ho decantato un po' senza pensarci, poi ho messo le mani al piano ed è nato questo brano. Siccome il suono di questa ballad è in fa diesis minore e alterna un suono abbastanza intenso a momenti di grande poesia, ho pensato che potesse esprimere al meglio il concetto del cigno, con la sua grazia e la sua potenza. Il mito greco racconta una storia di seduzione, del re degli dei Zeus che seduce con l'inganno la figlia del re di Sparta Leda. È proprio una storia di seduzione, in quanto Leda cede alla passione ma c'è anche il tema dell'abbandono, del disarmo. Il disarmo sarà il tema dominante del mio concept album, che uscirà in autunno, intitolato appunto “Disarm”. “Valzer in la minore” (singolo uscito lo scorso dicembre ndr), trattava il disarmo come crollo dei muri e costruzioni di ponti, disarmarsi di fronte allo straniero, mentre questo singolo tratta del disarmarsi alla passione.
 

Questo brano vede la partecipazione di Empty Room String Ensamble. Com'è stato lavorare con loro? Possiamo aspettarci altre collaborazioni in “Disarm”?

Questa collaborazione la porto avanti da tempo e Empty Room Ensamble sarà presente anche in altri brani del disco, con formazioni diverse (si alterneranno gli archi e i fiati). È mio desiderio, così come è stato per il progetto precedente “Illegacy”, creare un album che sia pieno nel suono, in modo da proiettare l'ascoltatore in un mondo cinematografico. Mi piace unire al suono l'immagine: per questo disco, che uscirà nuovamente per Warner Music, abbiamo pensato di continuare a rivestire i brani di melodia. Ci sarà soltanto una traccia di piano solo, per rimandare alle mie origini, ma in futuro mi piacerebbe anche trasformare “Disarm” in un album di solo pianoforte.
 

Disarm Roberta Di Mario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Visto che hai citato “Illegacy”, vorrei chiederti in che modo “Disarm” si differenzia dal precedente album.

“Disarm” è un progetto più maturo mentre “Illegacy” è un album del 2017 con brani che io avevo già iniziato a scrivere anni prima. C'è sempre la mia cifra distintiva che consiste in tanta melodia e tante note. In questo disco effettivamente sono più sobria ma lascio sempre una predominanza della melodia e del virtuosismo accademico, perché io è da lì che provengo. È anche un album più intimo, più contemporaneo nei suoni.


Siccome prima hai parlato delle varie influenze che ci sono nella tua musica, in “Disarm” i brani saranno più o meno tutti sulla scia di “Leda and the Swan”, quindi piuttosto emotivi, oppure se ci saranno anche brani più leggeri e disimpegnati?

Mi riesce un po' difficile fare brani disimpegnati, anche se mi piacerebbe tanto. Ci sono dei brani che sono più leggeri, ma nei quali si può comunque trovare molta emotività, sono una donna molto emotiva e quindi è inevitabile che questo si trasmetta attraverso le mani e sulla tastiera. Forse c'è qualcosa di appena più disimpegnato ma la cifra distintiva di tutto il disco è il pathos, perché le melodie sono molto potenti ed emotivamente profonde. Magari c'è qualcosa che ti arriva in maniera un po' più leggera se non conosci la storia del brano, però come ti dicevo ogni pezzo avrà il significato del disarmo. L'incipit sarà “Disarmati, lascia che sia”. È un po' un viaggio, che parte dalla paura (bisogna disarmarsi dalla paura e lasciare che la bellezza entri), fino ad arrivare all'ultimo brano che è la speranza (“New Beginning”). Si attraversano i vari stati d'animo del disarmo, dell'abbandono, per arrivare quasi un po' a una catarsi.
 

È un concept molto interessante, sono davvero curioso di ascoltare questo disco. 

Grazie mille. È un tempo piuttosto incerto quello che stiamo vivendo: con “Disarm” vorrei  esprimere il concetto di darsi all'altro. Se ti dai all'altro (che sia lo straniero, il tuo partner in una relazione, o anche semplicemente un'emozione), c'è una sorpresa verso l'altro, perché lasciandosi andare si scoprono mondi infiniti. Invece solitamente siamo un po' barricati dentro noi stessi, rinchiusi nelle sovrastrutture che ciascuno si crea per la sua storia personale. Questo barricarsi però ti porta a non dare la migliore versione di te. Magari potremmo far un'intervista dedicata all'album appena esce, cosa ne dici?


Certo, molto volentieri. Nel frattempo, come l'ultima domanda vorrei andare un po' più sul generale: io sono un forte sostenitore dell'utilizzo dei social per gli artisti e ho dato un'occhiata alla tua pagina Instagram. Quale pensi che sia l'importanza dei social per un artista che vuole farsi conoscere e promuovere?

I social sono fondamentali oggi, sono i nuovi canali di comunicazione: non si può farne a meno. Vanno utilizzati nel modo giusto, con la giusta serietà e leggerezza, è giusto che ci sia quella disinvoltura che ti porta ad essere non così lontano dall'audience. L'arte e la musica possono comunicare dei messaggi che hanno anche un contenuto sociale, non solo emotivo e artistico. Perciò a livello di crescita e comunicazione di valori, i social possono aiutare, gli artisti possono raccontare tanto del mondo e noi abbiamo questo canale che ci permette di esprimere tutta la nostra artisticità.

 

 

 

 

 

 

 

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