Recensione: “Wonderful Wonderful” – The Killers

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E’ il quinto album in studio, “Wonderful wonderful” (Island Records), segue il poco fortunato “Battle born” del 2012  e segna il ritorno sul ring di una band-rivelazione dell’indie nota a tutti per  il suo nome accattivante: The Killers. Ascoltati dovunque a colpi di “Mr Brightside” e “Somebody told me”, i fantastici quattro capitanati dall’incorreggibile Brandon Flowers, hanno collaborato in quest’occasione con nomi di rilievo del calibro di  Mark Knopfer, Davide Rossi e Woody Harrelson. Un ventaglio di buone promesse… tutte mantenute? Assolutamente no. E’ un album che zoppica, diciamolo subito senza pensarci due volte. Che rimescola poche idee buone fino all’inverosimile, che si autocita nelle sue  vesti migliori e si serve di campionature di altri brani per ragranellare un po' di ispirazione. Certamente non tutto è da rinnegare, a onore del vero. Ma andiamo con ordine.

L’apripista “Wonderful wonderful” è una piacevole apertura inusitata, che cavalca l’onda di stati emotivi perturbati , creando atmosfere sature di percussioni acidule e trattenendo rifrazioni alla stregua di “Tranquilize”, con occhiolino evidente ai The Strokes e ai Depeche Mode di primo pelo.  Con il singolo “The man”, tuttavia, si incappa subito in uno dei problemi principali del disco: la mancanza di un’ispirazione unitaria, di un collagene che carburi tutto il progetto e non solamente sprazzi di emozioni (irrepetibili, per carità, da solita pelle d’oca). Con un sample tratto da Spirit of the Boogie di Kool & The Gang (1975), la canzone in questione ricorda gli ultimi Arcade Fire (quelli stanchi di “Everything now”), mette in risalto le chiazze brunastre di un genere che deve reinventarsi all’infinito per mantenere una freschezza giovanile totalmente anacronistica.

Lo scuotimento della neve non è più una voce che irradia la "Dustland Fairytale" ma forfora creativa che per quanto si lasci apprezzare, appare inevitabilmente un po' forzata e un po' snaturata. Il secondo singolo scelto, invece, “Run for cover” è  il brano per eccellenza coniugabile al loro stile, un motivo dal ritornello martellante con una visione vagamente politica e un piglio pop-rock del tutto adorabile. In "Tyson vs Douglas "rientra tutta la disillusione generazionale di chi scopre l'imperfezione della vita, in un rituale formativo tanto doloroso quanto carinamente rappresentato. I bassi ci sono sempre, nel loro giro di boa. La voce è formidabile, le percussioni resistono. Poiché è difficile stroncare una band come i The Killers, contafili di un genere che sopravvive come le tartarughe giganti  delle Galapos nel cuore di chi non le ha dimenticate, possiamo limitarci in queste righe a riportare che la germogliazione di “Wonderful wonderful” è avvenuta a metà. La band si è aggrappata questa volta con la cuticola delle unghie a un talento che ha già sorpassato la celerità della luce, ma questa volta i quattro autori delle leggendarie “When you were young” o “Spaceman” suonano sbiaditi come le pailettes sui loro abiti di scena. Amorevoli, benvoluti, ma opachi. Per apprezzare brani come “Life to come”, “Out of my mind” o “The calling”- piacevoli ma mai nulla di più – bisogna gargarizzare la fantasticheria nel cuore e pensare all’èpos che fu nei giorni in cui, ribelli e spensierati, “Hot fuss” era il nostro “Definetely Maybe”.

Il coniglio dal cilindro c’è, però, attenzione. E’ quella “Some kind of love” che è un autentico capolavoro, complice il campionamento di “An ascending” di Brian Eno. Ci fa impazzire e ricordare che i The Killers sono esperti nella potatura delle rose e creano un arbusto ornamentale etereo che lascia senza fiato, nonostante ricordi da vicino “Fake plastic trees” dei Radiohead. Sotto suggerimento di Bono, il brano “Have all the songs been written” è infine un fandango autoriale che congeda un episodio indimenticabile per alcune perle ( la briosa “Run for cover”, che dal vivo avrà tutt’altra verve e la summenzionata “Some kind of Love”), dimenticabile per tutto il resto. 

 

 

 

Tracklist

Wonderful Wonderful – 5:09
The Man – 4:10
Rut – 4:24
Life to Come – 4:31
Run for Cover – 3:42
Tyson vs. Douglas – 4:33
Some Kind of Love – 4:38
Out of My Mind – 3:43
The Calling – 4:01
Have All the Songs Been Written? – 4:09

 

  • - 6.5/10
    6.5/10
6.5/10

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