Il concerto di TOM KEIFER raccontato dalle parole di Sandro Nardon

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Quando qualche settimana fa Andrea, uomo di sconfinata cultura musicale e amico mio, mi ha detto che sarebbe arrivato in Italia Tom Keifer ho pensato solo: “Devo assolutamente vederlo dal vivo”.
In quel momento ho rimpianto di non avere più spolverino e stivaloni che indossavo da adolescente, lasciamo perdere i lunghi capelli per quello ormai non c'è più niente da fare. Procurati i biglietti ho fatto l'errore di chiamare Barbara che molto gentilmente mi ha chiesto di scrivere un pezzo per StandOut. Non ricordo bene le parole esatte, ma è stata una cosa tipo: “Tu, adesso, brutto stronzo, scrivi un pezzo sul concerto!”. Adoro la dolcezza di quella donna.

Così eccomi qui, indegnamente, a scrivere qualcosa sull'evento:
17 ottobre, Zona Roveri, Bologna.
In coda, all'ingresso del circolo, bella gente, qualche cappellone da cowboy, un po' di stivaloni, tanta pelle… che bello! 
Unica nota stonata un cartello che vieta l'ingresso ai minori di 18 anni, mi piacerebbe sapere quale strana legge italiana imponga ad un locale una cosa del genere. Vietare musica live ai minori? Proprio non capisco.

Aprono il concerto gli Italiani, bolognesi per la precisione, Noise Pollution.
Le chitarre si impastano bene, la batteria picchia giusto e, siccome devo massimo rispetto a chi riesce a suonare e cantare, un plauso al bassista che sostiene benissimo il cantante con i cori. Se mi chiedete di definire il genere posso affermare con precisione: fottuta musica da headbangers e la testa la fanno proprio muovere. Tra poco uscirà il loro secondo CD (nel loro sito trovate tutto).
http://www.noisepollutionofficial.it/

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Arriva, finalmente, Tom Keifer (Mr. Cinderella) e con un bel balzo indietro negli anni torno adolescente: Bad Seamstress Blues/ Fallin' Apart at the Seams, che botta!
Niente da dire, il mestiere si vede: uno così riempie ancora gli stadi negli States ed è evidente da come tiene il palco.
Un paio di pezzi da The Way Life Goes, l'album solista, per la precisione It's Not Enough e A Different Light e poi si torna ai Cinderella con Somebody Save Me e Shake Me.
Momento intenso l'intermezzo acustico, Heartbreak Station (adoravo quell'album) e naturalmente , ma prima di iniziare il pezzo spiega che la moglie Savannah, che normalmente fa da corista, purtroppo non l'ha potuto seguire in tour, quindi cosa fa? Prende il telefono e la chiama: “Hi, Honey” appoggia il telefono sullo sgabello e attacca il pezzo… yeahhh! Fantastica versione, partenza acustica, cambio di chitarre al volo, assolo elettrico… elettrizzante!
Poi è la volta di Nobody's Fool, Solid Ground, Night Songs, Coming Home e Shelter Me.
La gente canta, urla, salta, balla e lui tiene le redini di tutto; ribadisco, il mestiere non si inventa, litri di sudore lasciati sui palchi di tutto il mondo fanno la differenza!
Per i bis il doveroso tributo alle radici, sì, perché non bisogna mai dimenticare dove nasce certa musica: It's Only Rock 'n' Roll (But I Like It), ci sta proprio bene, molto molto molto Jagger, With a Little Help From My Friends, ben fatta, corale, intensa e… e degno finale Gypsy Road!

Un'ora e mezzo di sano adrenalinico rock!

Chiedi se ci rivedremo, Tom? Lo spero proprio, se torni in Italia non mancherò.

 

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