Intervista a Boreale: “Dopo la musica la mia vera passione è l’agricoltura”

Boreale

Boreale è Alessandro Morini, un cantautore sui generis dalle spiccate caratteristiche contrapposte ma mai contraddittorie. Racconta storie malinconiche di un travagliato vissuto mescolandolo a caustiche ironie. A maggio del 2019 esce il singolo di debutto “Maggio Novantasei”, seguito dai singoli “Maremoto” (agosto 2019), “Niente” (settembre 2019) e “Kilometri” (dicembre 2019). Tutti i suoi brani sono registrati e mixati allo Studio Nero di Roma e prodotti da Marta Venturini.

 

Ti abbiamo conosciuto come membro dei Mary in June. Quanto è stato complicato intraprendere una carriera solista?
All’inizio è stato un po’ difficile, non avrei mai voluto abbandonare la band, o quantomeno metterla da parte. È stata una scelta sofferta diciamo, ma forse giusta. Le canzoni stavano prendendo una piega completamente diversa rispetto soprattutto a quel sound, in più avevo anche voglia di raccontare cose più personali e quindi ho scelto di andare avanti da solo, anche se da quella meravigliosa esperienza porto con me l’unico reduce, Andrea Zarrilli, il tastierista.

Hai all’attivo quattro singoli “Maggio Novantasei”, “Maremoto”, “Niente” e il nuovo “Kilometri”. Cosa li accomuna secondo te?
Sicuramente i ricordi, e qualcosa di molto intenso che purtroppo o per fortuna giunge alla fine.


Stai pensando a un disco?
Sì, certo e sta per uscire. Ci vuole ancora un po’ di pazienza.

Oggi, quanto è difficile riuscire a realizzare un album? Sia dal punto pratico che progettuale?
Poco tempo fa era importante avere un album, ora invece è importante avere le canzoni, o meglio i singoli, che poi finiscono in varie playlist di Spotify insieme a tanti altri. Non che sia negativa come cosa ma da una parte si perde un po’ quell’idea o quell’immaginario che aveva un album, dall’altra le cose cambiano e non possiamo certo rimanere ancorati al passato.

Ascoltando i tuoi brani si intercettano diverse influenze. Quanta ricerca hai fatto per arrivare a questo risultato?
Durante il tour dei Mary iniziai ad ascoltare musica completamente diversa rispetto al passato, avevo abbandonato un po’ quella deriva punk e iniziai ad ascoltare molta musica elettronica, da Bonobo, Chet Faker, Apparat, john Hopkins, Moderat, James Blake passando successivamente per Bon Iver, Tame Impala, Alt-j, M83, Daughter e tanti altri, fino ad arrivare a Drake, Salmo, Sticky Fingers, Lcd Soundsystem, Caribou e tanti altri.

Quale artista più di tutti ti ha influenzato nel tuo percorso?
Non credo ce ne sia uno su tutti, quando avevo 13 anni son partito da Lucio Dalla, Venditti, Battisti, Rino Gaetano, Vasco Rossi e Ligabue, passando poi per band come Radiohead, Pearl Jam, Queen, Coldplay, Sigur Ros, the Killers, Kasabian e Jeff Buckley successivamente. Lucio Dalla però mi ha sempre affascinato per la scrittura, per la sua voce e le melodie che utilizzava, era un personaggio unico.

Durante i live interagisci con il pubblico o lasci che sia la musica a parlare per te?
Dipende dal live, in quelli più intimi mi viene molto spontaneo interagire, quelli in cui è presente tutta la band e c’è il sound completo lascio che sia la musica a parlare.

Cosa pensi guardando al passato e cosa proiettandoti nel futuro?
Penso che l’esperienza con i Mary sia stata davvero bella e intensa, mi ha dato la possibilità di conoscere personaggi come Giorgio Canali o Ennio Fantastichini e in più salire anche su palchi molto importanti, per quanto riguarda il futuro in realtà non lo so, è appena iniziata questa esperienza, spero comunque di raggiungere degli obiettivi diversi rispetto al passato, la vivo un po’ come una sfida e un mettersi in gioco, non sarà facile ma vale la pena provarci.

Musicalmente parlando, qual è il tuo sogno nel cassetto? Se ne hai uno…
Ne ho più di uno, sicuramente mi piacerebbe avere un agriturismo o azienda agricola da gestire, pochi anni fa ho provato questa esperienza poi purtroppo per vari motivi ho deciso di interrompere, tra l’altro mi vengono in mente due nomi della scena musicale che hanno la passione per l’agricoltura, uno è Maurizio Carucci degli ex-otago e l’altro è Capra dei Gazebo Penguins, che stimo molto e seguo da tempo.

Che cosa fa Boreale quando non è in studio o in giro a suonare?
Si perde nel mondo e prova a riavviare l’attività agricola interrotta tempo fa.

C’è un messaggio che ti piacerebbe lasciare ai lettori di StandOut?
Intanto vi ringrazio per avermi dato la possibilità di parlare del mio nuovo percorso e soprattutto son contento che abbiate scoperto la mia vera passione, l’agricoltura. Grazie ancora, a presto

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