Intervista a Maurizio Porcaro, A&R di Staircase Records (Jaywork)

Abbiamo incontrato Maurizio Porcaro, a & r di Staircase Records, una delle tante label dell’universo musicale decisamente variegato gestito e diffuso da Luca Peruzzi e Luca Facchini. Nella foto lo vedete sulla destra, con il cappellino bianco, mentre sulla sinistra c’è  Stefano Riccardi, con cui condividete mille avventure musicali. Insieme sono i Rhythm Staircase, duo dal sound decisamente house… e coinvolgente. Attenzione che però cita un disco davvero particolare quando gli chiediamo di elencare tre brani importanti per lui… 

Ci racconti che sound ha Staircase Records, la label del gruppo Jaywork di cui sei A&R?

Il sound della Staircase è un sound poliedrico alla continua ricerca di suoni originali con un pizzico di trasversalità, un sound che osa ovviare alle comuni librerie di suoni scontati.

Citi un paio di release che secondo te rappresentano bene il sound della label?

Mr Percussioni dall’EP Voodoo Channel composto da due tracce. E pure “Kilagbe” di Rhythm Staircase, il bel featuring della cantante georgiana Tosinger.  Lo trovate qui: https://www.beatport.com/release/kilagbe/4501592.

Com’è far parte del gruppo Jaywork?

E’ una grande opportunità ed un onore far parte di un team composto da veri pionieri produttori intenditori della dance. Un team che realizza ed ha realizzato grandi lavori.

Le nuove tecnologie come hanno cambiato l’approccio alla musica?

Hanno reso l’approccio a questo mondo molto più agevole. Allo stesso modo, ahimè c’è da dire che si è persa fortemente la creatività. In sostanza ciò che fa, o almeno potrebbe fare la differenza.

Da che parte sta andando la musica dance nel mondo? E il pop?

Sta andando verso musica alla portata di tutti. C’è solo l’eccezione di una minoranza di pochissimi artisti che producono meno musica, affidandosi ad una ricerca attenta di nuove sonorità.

Un tempo, quando i dischi si compravano, oltre ai singoli radiofonici, l’ascoltatore scopriva negli album anche brani più complessi e strani… Dopo essersi procurato gli album, comprandoli. Oggi succede di meno. Oppure no? 

E’ vero. C’è sempre meno originalità e sempre più tendenza a voler riprendere quello che è stato ed è ad oggi intramontabile. Forse manca un po’ di bagaglio musicale, un po’ di cultura.

Elencaci 3 dischi, recenti o più vecchi, che sono essenziali per raccontare chi sei musicalmente… e spiegaci perché.

Tre dischi sono pochi, elencarli è un po’ come cercare un ago in un pagliaio. Ogni suono, ogni nota rappresenta un periodo storico della mia vita. Eccoli qui, comunque: Jimmy Ross “First True Love affair” (Larry Levan mix), Depeche Mode “Enjoy the Silence”,  Antico “Freedom “.

Che consigli daresti a chi sta intraprendendo una professione artistica? 

Ricerca musicale, originalità, ma soprattutto non siate limitati. Non seguite modelli già visti. Provate a trasmettere voi stessi attraverso la vostra espressione musicale.

Cosa ti piace e cosa non ti piace della della scena musicale attuale?

Ribadisco il concetto del modello da seguire. Ci vorrebbero meno copie e più originalità… E invece meno  “tipo quello” e “tipo questo”. 

A che punto della tua vita professionale e personale ti senti?

Nella vita c’è sempre da imparare, anche da chi ha meno esperienza di noi. Penso che vivere sia sempre un work in progress. Lo scopo è ottenere la migliore versione di noi stessi.

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