Intervista a Napodano: «Ciccio sa volare»

Napodano

Abbiamo incontrato il cantautore Napodano che qualche giorno fa ha pubblicato il singolo “Ciccio sa volare”, un brano dedicato sulla tematica del bullismo. In questa chiacchierata ha saputo raccontarsi in modo sincero e genuino, mostrandosi consapevole del proprio talento e del proprio percorso.

 

 

C’è stato qualche episodio particolare che ti ha fatto sentire il bisogno di scrivere le tue canzoni? Qual è stato il tuo percorso formativo e che cosa ti ha influenzato di più?

Non particolarmente. Ho cominciato a suonare da piccolissimo e sono diventato professionista a 17 anni e da lı̀ non ho più smesso. Scrivo di quello che vedo, di quello che immagino, di quello che provo, non sono vincolato a niente e la sperimentazione la vivo come fulcro della mia giornata. Ho fatto tanta gavetta, ho suonato e cantato dappertutto, ho scritto belle canzoni e delle porcate epiche, ma sicuramente non mi sono mai venduto per arrivare a un qualche genere di risultato. Infatti sto ancora nella mia piccola nicchia.

È uscito “Ciccio sa volare”, il tuo nuovo singolo. Ci racconti da cosa è stato mosso il tuo mondo interiore tanto da portarti a scrivere questo testo?

Quando ero ragazzino sono stato prima vittima e poi carnefice, poi ho dimenticato cosa volesse dire. Ma quando ho cominciato a lavorare in alcune scuole me lo sono ritrovato davanti di prepotenza; di recentemente nella mia regione e nella scuola dove lavoro ci sono stati due suicidi da parte di due ragazzini di neanche 15 anni. Questo non solo mi ha scosso, mi ha letteralmente massacrato in quanto anche io sono padre. Non oso immaginare il dolore dei genitori e il dolore di quei ragazzi per arrivare a compiere un gesto cosı̀ folle e insensato.

 

 

Musicalmente c’è qualcuno al quale guardi con stima e con cui ti piacerebbe collaborare?

Adoro ascoltare Niccolò Fabi e Joe Barbieri perché il loro stile di scrittura mi fa sognare. Inoltre ci sono tantissimi cantautori che ho scoperto su Spotify, come ad esempio Marco Castello, che hanno una bella fetta di pubblico anche se non sono strafamosi e con i quali mi piacerebbe tanto collaborare.

I ricordi, la pianificazione e la progettualità, la sperimentazione e l’osare quanto sono fondamentali nella tua esistenza e in che misura la veicolano a livello artistico?

Sono nato il 25 di agosto, sono un Vergine con ascendente in Pesci, pianificare e fare progetti sono le fondamenta della Vergine; sperimentare e osare sono i Pesci. Meglio di cosı̀ non saprei spiegarmi 😉
In effetti tutta la mia vita, artistica e non, è basata su queste quattro parole e sono piacevolmente sorpreso che siano state utilizzate per questa domanda!

Infine puoi e vuoi anticiparci quali sono i tuoi prossimi progetti e, magari, rivelarci qualche chicca in anteprima?

Il 4 e 5 novembre sarò al Teatro Storchi di Modena per la finalissima del “Premio Bertoli”; nel frattempo sto buttando giù un buon numero di idee per le prossime canzoni che usciranno tra la fine di quest’anno e la prossima primavera, ma per quanto riguarda i live, per i mesi a venire voglio presentare il mio progetto in Belgio (dove vivo). A proposito di osare…!

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