Intervista ad Alice Porta, autrice del libro dedicato a Michele Merlo

Alice Porta

“Con Il Cuore Tra Le Righe” (A.CAR Edizioni), è il titolo del libro che la giovanissima autrice Alice Porta ha dedicato a Michele Merlo, il cantautore ex di X Factor e Amici di Maria De Filippi tragicamente scomparso il 6 giugno 2021 a causa di una leucemia fulminante. In questo libro Alice ha saputo raccontare, mettendosi a nudo, il suo rapporto di amicizia con Michele, ripercorrendo gli ultimi anni della vita del giovane artista visti da una sua fan e appunto amica con cui ha condiviso paure e sogni.

Di seguito l’intervista.

 

Quando ha elaborato l’idea per questo libro dedicato a Michele e in quanto tempo l’hai realizzato?
Ho iniziato a scrivere verso fine estate del 2021. La stessa estate in cui Michele se n’è andato. Era l’inizio di settembre e desideravo, in qualche modo, rivivere i nostri momenti. Così ho pensato che metterli dentro le pagine, potesse aiutarmi. Ed è stato così. La scrittura di questo romanzo è durata circa 10 mesi di scrittura effettiva. Solitamente scrivo la sera o la mattina presto, perché scrivere ad oggi non è il mio lavoro. La scrittura è una passione, un’amica che è pronta ad ascoltarmi ogni volta che ho voglia di parlarle. Ci sono stati periodi più o meno lunghi in cui mi sono fermata, ma ogni volta sapevo di dover ricominciare. E così, ricominciando ogni volta, ho finito l’ultimo capitolo circa 1 anno fa.

Tu e Michele eravate amici, quanto è stato difficile parlare di lui dopo la sua morte?
Non ho iniziato a scrivere subito. Dopo la scomparsa di Michele le emozioni erano troppo forti per poterle scrivere. Probabilmente scrivendole avrei strappato le pagine. Non è stato sicuramente facile ma nel paradosso, mentre scrivevo lo sentivo vicino, affianco a me.

Secondo te la sofferenza aiuta a creare e a scrivere? James Pennebaker, sociologo considerato il fondatore della scrittura espressiva, sostiene quanto sia importante esprimere, scrivendo, i propri pensieri ed emozioni rispetto a situazioni dolorose o traumatiche…
Capisco Pennebaker, se mi guardo indietro entrambi i miei romanzi nascono da esperienze e vicende che nella vita mi hanno segnato. La scrittura per me è stata un vero e proprio riparo e spero possa esserlo anche in futuro. Scrivere per me è una cosa naturale, non c’è sforzo nella scrittura delle pagine, anzi è qualcosa di unico.

Alice Porta

Alice Porta – “Con il cuore tra le righe”

Quali sono i tuoi riferimenti ispirazionali nell’arte?
Non ho riferimenti ispirazionali specifici. L’arte mi piace in ogni forma. Amo la musica, amo suonare. Ecco, nel paradosso, non leggo. Forse la più grande ispirazione è la vita, la ricerca di un senso all’interno della stessa, la ricerca del mio posto nel mondo, che ad oggi forse ancora non ho trovato. So che è una ricerca che forse non troverà mai soluzione o risposta, ma questo senso di smarrimento forse è ciò che mi spinge a scrivere.

Sei al secondo libro, cosa ti piacerebbe consigliare a un giovane che voglia intraprendere la tua strada?
L’unica cosa che mi sento di poter consigliare è di non forzare nulla. L’ispirazione e la nostra voglia di scrivere non sono la stessa cosa. È successo anche a me di obbligarmi a scrivere, ma non funziona. È un po’ come obbligare una persona a parlare quando non ha voglia di farlo. Il bisogno di scrivere si sente. Si sentono le emozioni che hanno voglia di urlare, le mani che non vedono l’ora di poter dire qualcosa, il cuore che scoppia. A me succede questo e mi succede nei posti più assurdi, senza un perché. Ecco, quando succede questo, non perdete l’occasione per prendere la penna e scrivere.

Stai già lavorando su un altro libro?
Non sto lavorando ad un altro romanzo. Sto scrivendo questo s’ì, ma non so ancora se le cose che sto scrivendo diventeranno qualcosa. Mi sento quindi di dire che no, non sto lavorando ad un altro libro, ma scrivo e questo forse è già un nuovo inizio.

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