“Sono un vulcano in eruzione”, intervista a RIKI CELLINI

Riki Cellini

A distanza di 2 anni da “Canzonissima”, l’omaggio citazionista che riporta alla bella televisione e alla musica di una volta, Riki Cellini torna con un nuovo singolo dal titolo “Quello che basta”. Ecco l’intervista.

 

Come descriveresti la nascita di “Quello che basta”, il tuo nuovo singolo? E quanto sei soddisfatto del risultato?
Questa canzone è nata come tutte le altre, all’improvviso senza pensarci troppo. È partita da una prima stesura di Attilio Fontana, co-autore del testo insieme a me e Valerio Baggio, che ha cucito addosso alle nostre parole l’abito migliore. Con questa prima stesura ci siamo trovati e dai nostri inchiostri è arrivata “Quello che basta”, così come una magia. Sono felicissimo del risultato. È una canzone sincera, mi rappresenta in ogni sua singola parola e in ogni singola nota.

 

Ci puoi raccontare un aneddoto particolare dietro alla realizzazione di questa canzone?
In fase di registrazione avevamo deciso che nell’intro del pezzo ci sarebbero dovuti essere delle voci fuori campo, casuali… dialoghi tra persone, tutorial, guru da ogni dove. Dovevano rappresentare i milioni di impulsi che riceviamo al giorno. Attilio li ha interpretati tutti. Mi piacerebbe farteli ascoltare… troppo divertenti! Alla fine, abbiamo deciso di tagliarli ma credimi li recupero nei live.


Pensi che Hegel avesse ragione a porre la musica come arte ad un livello superiore, o pensi che le arti figurative, soprattutto a livello emozionale, siano sullo stesso piano?
Tutte le arti figurative hanno la loro anima, la loro essenza e la loro unicità. Sono un uomo di comunicazione e un musicista… ma soprattutto un uomo che si lascia emozionare dal bello, dai valori, dalla cultura. Condivido il pensiero di Hegel. Prova a pensare, tanto per farti un esempio, all’iconica scena della doccia del film ‘Psycho’ di Alfred Hitchcock del 1960. Senza quella ripetizione ossessiva di accordi dissonanti eseguiti dai violini su note volutamente acute, non sarebbe “Psycho”. Non ho dubbi sul potere suggestivo della musica. Una qualsiasi canzone se ascoltata nel momento giusto può cambiare radicalmente la percezione di ciò che ci sta intorno.

 

 

Cosa ne pensi della scena musicale italiana attuale? E cosa cambieresti/miglioreresti?
Che domandona!! Sono molto attento all’evoluzione della musica italiana. C’è del buono ma se devo essere sincero la creatività, le espressioni vere, vanno ricercate altrove. Non in classifica. Lo studio, la coerenza con se stessi, l’umiltà sono valori essenziali per chi vuole intraprendere un percorso artistico, qualunque esso sia.


Che rapporto hai con i social? Comunichi con il tuo pubblico?
Ho scritto una canzone a riguardo. Si intitola “Giovani registi”. Ho un rapporto equilibrato con i social, comunicano con il mio pubblico ancor meglio quando, con un buon bicchiere di vino e guardandosi negli occhi, si parla di quel che vogliamo. Questo non è certo possibile sempre ma i miei concerti sono una buona opportunità di condivisione.


Sorprese e anticipazioni. Cosa bolle in pentola e a cosa stai lavorando?
Sono un vulcano in eruzione e la disperazione per i miei collaboratori che non hanno mai tregua! Questo è il mio bello… credo! In pentola ora ci sono i concerti per far conoscere la nuova produzione e poi ancora musica, sempre musica, tanta musica. Come si può vivere senza?

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