Intervista ad Antonio Carluccio: “Che uso facciamo delle parole?”

Antonio Carluccio

Antonio Carluccio ha presentato il suo nuovo album “La parola”, uscito lo scorso 30 settembre con un concerto soldout al Teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica. Un disco di un artista giovane con alle spalle una carriera da vocalist, attore e cantante che lo ha portato a partecipare al Festival di Sanremo come corista di Giorgia e come attore cantante nella Tosca di Lucio Dalla. Inoltre ha duettato nell’ultimo album di Fiorella Mannoia con il brano “Creature”, scritto dallo stesso Antonio. “Creature” è inserito anche nel disco “La parola”.

La parola è un album lontano dal gusto mainstream: come mai questa decisione così ardita?
In realtà non è stata una scelta fatta razionalmente. Sicuramente questo album è la sintesi di varie influenze musicali che hanno segnato la mia crescita artistica. Ho sempre amato la forma canzone dove c’è un’attenzione particolare nelle scelte armoniche e melodiche. Questo credo sia anche un segno identitario della cultura musicale italiana che ci rende riconoscibili all’estero. Per il resto spero di intercettare un pubblico che ami ciò che piace a me.

Perché hai scelto proprio la title track per anticipare la pubblicazione del disco?
Perché tutto l’album in qualche modo ruota intorno ad una riflessione: che uso facciamo delle parole? Quelle che usiamo in società, quelle che usiamo con noi stessi oppure in amore? Insomma “La Parola” sintetizzava perfettamente tutto ciò che si può ascoltare nella altre 9 tracce del disco.


In passato sei stato attore cantante nella Tosca di Lucio Dalla: com’è andata questa esperienza?
Beh sicuramente tra le esperienze artistiche fatte è stata la più formativa. Quella che mi ha permesso di ampliare lo spettro e la visione della mia professione. Sin da piccolo mi sono sempre visto come un cantautore più che come un performer teatrale. Ma quando la vita mi ha regalato questa possibilità ho capito che c’era un mondo da esplorare che avrebbe accresciuto il mio bagaglio. E così è stato. Ho imparato a cantare dando realmente peso a ciò che cantavo. Cantare per raccontare, per comunicare più che per senso estetico spesso fine a se stesso. Tutto questo sotto la direzione del più grande cantautore mai esistito per me. Lucio Dalla,  che per 5 anni mi ha regalato tanti segreti che custodisco gelosamente e che con grande umiltà tento di mettere a frutto nelle cose che faccio. Lui era un sensitivo, un visionario, un poeta contemporaneo che tramite le sue parole ti stimolava a guardare oltre l’ovvio.

Ti piacerebbe fare anche da regista ad un musical o scrivere le musiche per un film?
Dopo l’esperienza della Tosca di Lucio Dalla ho avuto la possibilità di scrivere un opera tutta mia in cooperazione con altri autori. Sono tra gli autori di “Actor Dei” un opera musical sulla vita di Padre Pio. È stata un esperienza fantastica per vari motivi. Era la prima volta che scrivevo canzoni pensando ad una storia. Raccontare la vita di un Santo con la visione di un Laico come me ha sciolto tanti pregiudizi che avevo.  La cosa inizialmente  mi provocava un po’ di timore ma poi ho trovato la chiave di lettura E tutto ha preso forma. Raccontare la vita di Padre Pio come fenomeno sociologico. La reazione a catena che si innesca in un popolo che si ritrova a convivere accanto ad un Santo. Ne scaturisce inevitabilmente la lotta tra il bene ed il male. Per un film ancora non ho mai composto, anche se molti mi ripetono che il mio modo di scrivere è molto cinematografico… staremo a vedere, mai dire mai.

Come nasce il brano “Creature” e com’è avvenuta la proposta di duetto a Fiorella Mannoia?
“Creature” è una canzone in dialetto napoletano. Parla di un tema che a me sta molto a cuore. Nasco a Napoli e conosco personalmente il degrado sociale delle periferie del sud. Troppo spesso abbandonate da una sistema che ghettizza alcune fasce sociali,  in quartieri popolari privi di qualsiasi struttura capace di fornire strumenti diversi da quelli che propone la malavita organizzata. Creiamo così ragazzi che come falso  mito hanno solo il denaro e la necessità di crearsi una rispettabilità che garantisca tranquillità nella giungla. L’assenza dello Stato spesso crea terreno fertile per un contro stato. La fortuna ha voluto che questo racconto sia arrivato tramite un mio amico (Carlo di Francesco) all’ascolto di Fiorella Mannoia che con grande generosità mi ha offerto di inserire “Creature” come bonus track del suo album “Personale”. Lei l’ha chiamata la canzone sospesa, in riferimento alla tradizione del caffè sospeso napoletano. Mi ha offerto una visibilità inaspettata e per questo gliene sono grato. Poi duettare con una delle mie interpreti preferite è stato un altro sogno coronato.

Sono previsti altri live dopo quello all’Auditorium nei prossimi mesi?
Stiamo aspettando che la seconda ondata del virus si esaurisca per poter presentare l’album in altre piazze come Napoli, Milano ed altre città… rimanete collegati che appena sarà possibile in tranquillità faremo altre date di presentazione.

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