Loredana Bertè – Amici non ne ho…ma amiche sì

Partorito con la stoica collaborazione di Fiorella Mannoia, anch’essa ospite del progetto, in occasione dei 40 anni di onorata carriera musicale, “Amici non ne ho… ma amiche sì” di Loredana Bertè è un disco collegiale che si presta, in prima battuta, a voler controbattere le smanie da “capitani coraggiosi” dei colleghi maschietti. Ma è un disco, quello dell’”araba fenice”, che è allo stesso tempo un unicum nella discografia italiana: quattordici duetti con artiste donna più due inediti, di cui uno scritto e arrangiato da Luciano Ligabue. Un progetto incredibile, almeno sulla carta, che nella riuscita affonda qualche colpo ben riuscito e fa fatica in altri momenti. Ad essere decisivo è senz’altro il singolo d’apertura ,“È andata così”,che decreta il successo del ritorno della rocker italiana, a due anni dall’infruttuoso Ep con Ivana Spagna “Lola & Angiolina Project”: il brano è icastico e ritrae fedelmente la carriera altalenante della cantante, sempre a cavallo di ‘alta e bassa marea’. Stupiscono, in ben più di un’occasione, anche i riarrangiamenti dei brani originali, ed ecco che “Non sono una signora”, affiancata dal ruggito vocale di Emma, acquista ulteriore forza emotiva e “Ma quale musica leggera”, in origine alleggerita dall’armonica miracolosa di Bennato, si incupisce con il rock selvaggio e la voce accigliata della collega di sempre Aida Cooper. È un progetto che regala molto, sconfinando nel buon gusto senza rinunciare a cover evitabili (il duetto con Alessandra Amoroso non sembra proprio funzionare), capace di ospitare stelle reali come Paola Turci, che intervenendo nel brano meravigliosamente straziante “Luna”, tratteggia il suo territorio con classe distinta e indiscussa vocalità. Ottima anche la riuscita di “Mare d’inverno”, imbevuta di elettronica caustica (quasi a sorridere al geniaccio Peter Gabriel), in cui Fiorella Mannoia abbandona la verecondia e si lancia orgogliosamente nella rilettura del brano del 1983. Sono appassionate le scelte, e questo si percepisce, come in “Goccia” in duetto con Nina Zilli, che diverte e solletica più dell’originale. Se è vero che il traguardo di tanta vitale attività musicale lascia irrimediabilmente pensare che non ne avremo ancora per moltissimo, lo stesso inedito “Il mio funerale” sottolinea per l’ennesima volta la verve graffiante dell’artista contro le abitudini stolide post mortem, diventando l’ennesimo distintivo di coraggio e di coerenza di una donna che oltre ad avere molte amiche di talento, ha anche un pubblico di affezionati da far invidia e medaglie al valore come pochissimi altri. 

  • 8.5/10
    - 8.5/10
8.5/10

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