Recensione: “Madame X” – Madonna

Madonna

Pochi terreni sono rimasti inesplorati da un’artista colossale come Madonna, celebrata soprattutto per essere riuscita ad anticipare i tempi e a cavalcare l’onda del successo nello stesso momento. Cosa altro può proporre un’icona alla quale vengono sempre più messi i bastoni fra le ruote da un contesto eccessivamente “ageist” e sempre alla ricerca di artisti giovani e freschi dai quali spremere i maggiori ricavi nel minor tempo possibile?

Se per il precedente album “Rebel Heart” la mossa è stata quella di creare un progetto che fosse un enorme celebrazione della carriera della cantante (ricordiamo “Holy water”, che interpola versi dalla iconica hit virale degli anni 90 “Vogue”, o “Veni Vidi Vici”, traccia le quali strofe sono state create utilizzando i titoli dei precedenti singoli della cantante), con il nuovo progetto, l’artista riesce a unire la sua storia personale ad inni alla libertà, scostandosi sempre di più dalla ricerca spasmodica e logorante della hit e del successo facile, per creare un album ugualmente intimo e politicamente impegnato. L’album si intitola  “Madame X” e viene pubblicato il 14 Giugno 2019 per Interscope Records.

Madonna descrive la scelta del titolo ripercorrendo il suo passato e ricordando i suoi anni di studio con la ballerina Martha Graham, la quale l’aveva soprannominata così, stimolandola a mutare continuamente forma e a sorprenderla ogni volta che la cantante avrebbe voluto varcare la soglia di entrata della classe.

Così Madame X è chiunque lotti per la libertà individuale, per l’uguaglianza e chiunque si opponga alla violenza e ai soprusi. Madame X è un agente segreto, un insegnante di cha cha cha, un professore, una domestica, una suora, un cantante di cabaret, una santa o una prostituta.

Il viaggio di Madame X inizia con Medellìn, il primo singolo che vede la collaborazione del cantante colombiano Maluma. Immediatamente veniamo trasportati in un’altra dimensione (I took a pill and had a dream/I went back to my 17thyear/ Allowed myself to be naive/ To be someone I’ve never been), probabilmente il mondo che Madame X si immagina, dove non c’è male e l’amore è libero.

Le carte vengono però rimescolate presto da “Dark Ballet”, una traccia ambigua ed inaspettata, più un intermezzo teatrale che un brano musicale vero e proprio. Con questo brano vengono esposte tutte le violenze psicologiche a cui i più deboli sono sottoposti, e dei quali Madame X si fa protettrice. Il pezzo ci trasporta direttamente verso il vero capolavoro dell’album “God Control”, canzone dal sound disco anni ’70, che denuncia le tragedie derivate dal possesso di armi, facendo echeggiare nel video che accompagna la canzone la strage nel gay club “Pulse” di Orlando.

Per questo nuovo disco madonna si lascia ispirare dalla realtà che la circonda, analizzando criticamente ogni singola situazione che la vede spettatrice. Non a caso quindi nell’album si ritrovano anche numerose influenze portoghesi, dal fado alla samba brasiliana: Madonna si è trasferita in Portogallo nel 2017 per permettere al figlio di inseguire la sua carriera calcistica. Viene così a contatto con una cultura nuova, un nuovo modo di guardare al dolore umano e all’empatia che ne può scaturire, oltre che a nuovi sound per questo progetto. Canzoni come  “Killers who like to party” o “Batuka”, sono la prova dell’assimilazione culturale attuata da Madonna, che è riuscita in questo modo ancora una volta a rinnovarsi e rimescolare le carte in gioco.

Non vedevamo un album dell’artista così politicamente impegnato dai tempi di “American Life “ (2003): con “Madame X” si dà uno sguardo accusatore alla società di oggi, volta al profitto e alla snaturalizzazione dell’individuo, cercando il bello nel diverso e proteggendo i più deboli, senza paura di esporsi.

Molti hanno criticato l’album per essere troppo forzato nell’uso dell’autotune ed effettivamente se non fosse così presente nelle tracce, la qualità delle canzoni salirebbe ad un altro livello, ma la forza dell’album non è quella di essere qualitativamente perfetto, quanto più quella di essere ricco di contenuti e motivi di riflessione.

8.5/10

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