Recensione: “Oltre” – Tartaglia Aneuro

Tartaglia Aneuro

"Oltre", il secondo album dei Tartaglia Aneuro è uscito il 15 Dicembre 2017 per l'etichetta iCompany, anticipato dal singolo omonimo. La band napoletana torna con un lavoro impegnato e a tratti aggressivo, che unisce la cultura e il dialetto napoletano a versi rap e cantati in lingua italiana.

I suoni si attorcigliano attorno al folk, al jazz (in "O' lion"), al rock (come in "Leggi armate") nella creazione di un prodotto ibrido fra riflesso della contemporaneità e frutto delle generazioni passate. Nessuna canzone è disimpegnata, che si tratti di semplici riflessioni personali, frasi sospese nel nulla come in "Crateri", o spinte critiche alle autorità come quelle espresse in "O' lion": i Tartaglia Aneuro non si sono lasciati intimidire dalle censure o dai criticismi, ma hanno creato un album attivo culturalmente e socialmente. Ovviamente risulta difficoltosa (se non ostacolata) la comprensione dei versi cantati in dialetto napoletano da parte di chi non è coinvolto in questa cultura, ma l'aggressività con la quale questi vengono declamati è sufficiente per trasmettere un messaggio chiaro ed efficace. Dall'altro lato le strofe in italiano vengono pronunciate scandendo attentamente ogni singola sillaba, quasi si volesse sfruttare a pieno la potenzialità di questi versi. 

"Oltre" manifesta una grande voglia di rivincita, infiammata da una motivazione e una determinazione tale da dover far tremare tutti coloro verso i quali sono destinate le canzoni. Il tutto si traduce in strofe pungenti, in grado di sollevare il consenso degli ascoltatori, riassumibili nel verso finale della traccia “La Fenice”: “Siam figli dei vulcani questo lo si può vedere/ che abbiamo nel dna il rinascere dalla cenere”.

  • - 7.5/10
    7.5/10
7.5/10

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