Recensione: “What I Need” – Pit Coccato

Pit Coccato

Il cantautore poco più che ventenne Pit Coccato pubblica il 6 Marzo 2020 il suo album di debutto, intitolato “What I Need” (BlackCandy Produzioni).

Nonostante le origini novaresi, l’album è interamente scritto in inglese, scelta condizionata anche dal fatto che l’autore ha vissuto un periodo della sua vita in Irlanda. Questa influenza irlandese non la si percepisce solamente nella lingua utilizzata per i suoi testi ma, soprattutto, nel sound del disco, decisamente folk e rock, e nelle atmosfere grezze e cupe che portano la mente a un fumoso pub di Dublino.

L’ultimo singolo estratto dall’album è “Curtain Call”, accompagnato da un video girato da Erika Errante. La storia raccontata nella canzone è decisamente oscura, al limite del macabro: “il testo parla in prima persona di uno/a assassino/a che non può fare a meno, per quanto gli dispiaccia, di uccidere e sotterrare il consorte nel suo giardino” . Nonostante la curiosa narrazione del brano, la canzone è decisamente la più emotiva di tutto l’abum, un’onesta conversazione a cuore aperto con i propri ascoltatori. La tensione e l’emozione palpabile dell’autore la si ritrova anche nella voce roca, che trasporta ogni sillaba con immensa intensità.

Gli altri brani spaziano da sonorità  più energiche come “Sqeeze me, tease me”, ad altre che rincorrono la scia del secondo singolo, come “Same auld road”.

“What I need” è un album pensato per essere ascoltato live, davanti a un audience attenta e partecipe alle storie che con ogni canzone Pit Coccato ci propone. La dimostrazione di una grande maturità artistica e personale nonostante i soli ventitré anni dell’autore.

8/10

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