Sanremo 2017: le pagelle di Capitano Aldo (Prima serata)

Sanremo 2017

Pre-Sanremo: qualcuno ha nominato "C'è posta per te", altri hanno scomodato "Amici", la presentazione del cast è esilarante, con gli oldies della musica italiana che ignorano le nuove leve, e le nuove leve che a malapena si conoscono fra loro, intervallando l'imbarazzo agli spezzoni con artisti in circolo da molto tempo ben consapevoli che nessuno se li è mai filati (povero Raige, lui e i suoi "One mic" dietro allo schermo a mettere le mani avanti con la solita, poco sobria, eleganza). Voto 5

Tiziano Ferro = l'apertura ferisce le orecchie, fargli cantare Tenco proprio non restituisce onore a nessuno. Il bianco e nero è claustrofobico, una forzatura insensata che più che di omaggio sa di parodia. Non potendo invitare Capossela o Bollani, meglio puntare sugli ingredienti acchiappaudience, che sicuramente avranno centrato l'obbiettivo, ma terribilmente mancato l'emozione. In tempi anestetici, anche le false rievocazioni vanno bene. 
Ah, e dite a Ferro che c'ha una certa, la smettesse di fare le faccette. Voto 5

Carlo Conti = professionista, sì, ma troppo "a modo". Si sbottonasse! Voto 6

Maria de Filippi = ingessata, ha studiato ma si sblocca con lentezza, gli autori sono stati sagaci nel ritagliarle un ruolo dai vari copia-incolla Mediaset che solleticano l'affetto del pubblico. Ma i suoi "Pariamo con un filmato" sono insostenibili. L'elogio alle forze dell'ordine con tono da "Apriamo la busta" è ampolloso, non serviva che a riscuotere applausi. Meglio lo spazio dedicato alla lotta contro il Cyberbullismo. Voto 5


Giusy Ferreri, Fa talmente male = i ricordi del Mare immenso sono svaniti, la verve graffiante ha lasciato il passo a una hit gracchiante che venderà bene, ma che annoia dopo due minuti per l'immediabilità del ritornello. Canzone per la stagione in corso, e deve piovere anche nel conto corrente della cantante, per aver fatto attendere tanto per una canzoncina così dimenticabile. Performance scialba. Voto 5

Fabrizio Moro, Portami via = melodia affettuosa e testo, al solito, ponderato e scorrevole, con il grande merito di poter cantare senza sbraitare lasciando in risalto la fatica delle parole scelte. Non vincerà mai, ma chapeau per il brano, che nonostante non sia la nuova La cura è comunque una buona prova. Voto 7 

Raul Bova = direttamente dallo studio di Amici, un superospite inutile, fastidioso anche nel voler far ridere senza essere nemmeno in grado di leggere e interpretare il gobbo o di interpretare una gag  (ma non era un attore?) Voto 4

Elodie, Tutta colpa mia = personificare una cantante anni '50 è davvero un'acrobazia che pochi potrebbero compiere. Lei la sfiora, tenta di affondare il colpo, ma a parte la voce niente male, il resto è vuoto: la presenza scenica manca, il rosa sbiadito dei capelli è il colore più acceso della performance. Portami via di nuovo, leitmovit del Festival evidentemente. Voto 4

Lodovico Comello, Il cielo non mi basta = la prova esaudiente che non bisogna essere conosciuti per andare a Sanremo. La canzone, a essere generosi nel  definirla tale, sembra una graziosa colonna sonora di un film Walt Disney, ma il resto è noia. Vive di manchevolezze e si sente subito. Si può fare tutto e farlo abbastanza bene, ma la vocazione è una chiamata sola. Qui ne abbiamo avuto la riprova. Voto 4 

Maurizio Crozza = onnipresente e urticante, il suo Renzi è oramai più parodistico dell'imitazione, caricaturale di se stesso. Battute non sempre spassose, colpire sempre e comunque la politica è una mossa rassicurante, attira le risate che merita, ma non ne esce alla meglio, molto più brillante sarebbe stato ricercare una nuova veste. Ma è la prima copertina e ci sta, attenderemo le altre. Voto 7

Fiorella Mannoia, Che sia benedetta= l'essere professionisti non è improvvisazione, un testo scritto con le mani e non con il portafoglio già aperto fa la differenza. La performance non rende merito, ma il brano è destinato a crescere. C'è il rischio che in rotazione radiofonica si metta l'abito del sermone, ma la classe e la sostanza ci sono. E finalmente! Voto 8

Alessio Bernabei, Nel mezzo di un applauso = il suo Ho capito che dovrebbe precedere questo non è il mio mestiere. Imbarazzante, persino il dover commentare questa canzone. Fotocopia di un flop dell'anno precedente. Voto 3

Carmen Consoli = bellissima, pietra acquamarina della musica italiana, puntuale come sempre nell'essere gigantesca. Voto 8

Albano, Di rose e di spine = l'insostenibile pesantezza dell'essere cafone. Pezzo anacronistico, presenza scenica di uno scarafaggio in cantina. Neanche la pettinatura si salva. Voto 4

Samuel, Vedrai = strizza troppo lo spartito ai Lost Frequencies, il brano è troppo simile al nuovo percorso intrapreso, oppure alla coda meno significativa dei Subsonica. Non siamo al viale del tramonto, ma lo zenith è stato da tempo distanziato. Senza infamia ma senza alcuna lode. Voto 6

Cortellesi – Albanese = abili bestie da palcoscenico, impagabili professionisti. Strappano sorrisi genuini, ed è sempre bello vederli. Voto 8

Ron, L'ottava meraviglia = brano buono da repertorio, ma sfuma nell'insieme delle canzoni senza riuscire a imporsi e senza eguagliare le arditezze del passato (dov'è "L'uomo delle stelle"? E la straordinaria "Malala"?) Voto 6 1/2

Clementino, Ragazzi fuori = visibilmente emozionato, si perde via con una canzone scolorita che per l'ennesima volta mescola vernacolo e italiano senza avere il sapore né dell'una né dell'altra lingua. Potrebbe essere il gemello bruttarello di Siamo tutti là fuori di Dolcenera e a braccetto potrebbero cadere nel meritato dimenticatoio. Voto 5

Ricky Martin = bello e bollito, un belloccio talentuoso che qui non regala di  certo la migliore prestazione di sempre. Bravo, sì, ma già lo sapevamo. È uno di quelli, dopotutto, per i quali il palcoscenico è il giusto habitat.  Voto 7 

Ermal meta = ha il coraggio di vestire le sue emozioni, e già questo è un grande merito. Il brano è orecchiabile, onesto, qualità che lo promuovono a pieni voti. 7 

Diletta Leotta = il suo vestito è stupendo, la sua presenza è simpatica e vira verso un messaggio importante. Voto 6 

Clean Bandit = trascurabile riempitivo che ha bisogno di faraoniche presentazioni perché nessuno sa davvero da dove siano usciti. Voto 5

 

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