Franca Barone presenta il suo primo disco Miss Apleton

“Miss Apleton” è l'album d’esordio di Franca Barone, classe 1985, cantautrice con una passione per la musica e il Jazz. All’interno del disco sono contenute 7 tracce composte e arrangiate dalla stessa Barone, brani che rievocano la magia che solo il ritmo incalzante del Jazz può trasmettere. Molti i nomi dei musicisti che hanno partecipato a questa opera prima: Matteo Mammolo Mammoliti alla batteria, Cesare Pizzetti al contrabbasso, Fabio Visocchi al pianoforte, Domenico Mamone ai sax tenore e alto, Marco Brioschi alla tromba e flicorno.

 

Ciao Franca. Premetto che con la tua musica sei riuscita a portarmi in posti meravigliosi. È un vero piacere scambiare due chiacchiere con te. So che ti sei avvicinata alla musica da giovanissima. Quand’è cominciato, invece, il tuo percorso come cantautrice?
Ciao, grazie mille! Il piacere è tutto mio.
Parallelamente allo studio della musica ho sempre avuto la tendenza a scrivere cose mie fin da piccola. La mia prima canzone fatta e finita l’ho composta intorno ai 10 anni, era una ballatona pop super emotiva con il testo in inglese. Ho composto anche brani e melodie strumentali con il piano o con la chitarra. Erano tutte cose incomplete, quasi tutti tentativi di imitare la musica della radio o della TV, le lasciavo lì senza sapere che farmene. Più approfondivo lo studio e l’ascolto della musica più acquisivo gli strumenti tecnici e teorici per esprimere sempre più fedelmente quel che avevo in mente. È come la lingua: più studi, più leggi, più ascolti, meglio riesci ad esprimere i concetti, più cresci più i concetti diventano definiti e maturi. Piano piano sono riuscita a scrivere in modo sempre più sincero e sempre più disinteressato.


Te l’avranno chiesto in tanti ma ti va di raccontare anche a noi perché hai scelto un titolo così curioso per il tuo primo disco? Chi è “Miss Apleton”?
Miss Apleton è un nomignolo con cui mi chiamava mia sorella. Considerando che la title-track, quella di cui ho fatto anche il lyric video, è nata proprio da una sua idea melodica, mi sembrava naturale chiamare disco e canzone con questo nome.
 


 

Il jazz nasce come musica popolare eppure spesso viene considerato come un genere di nicchia, come musica nobile rispetto a ciò che si è abituati a sentire nelle radio. Non credi che si dovrebbe partire proprio dagli stessi jazzisti per modificare questo preconcetto?
È un discorso molto complesso…concordo con te sul fatto che i musicisti di oggi abbiano il loro ruolo in questo, ma un ruolo minore a mio parere. La responsabilità sta anche in chi ascolta che però è a sua volta influenzato da una serie innumerevole di fattori sociali e culturali, e dai media. Il jazz era senz’altro musica popolare ma lo era in un determinato periodo storico e in una determinata area geografica. Anche se gli italiani hanno contribuito moltissimo alla creazione e all’evoluzione del genere, il jazz non fa parte del patrimonio musicale italiano in Italia. Se guardi agli USA invece ti accorgi che gli standard jazz rappresentano le nostre “Volare”, “La Malafemmina” o “Mille Lire Al mese”. Detto questo, oggi fare jazz è ancora più difficile perché è vista come una cosa quasi antistorica e, come dicevi, di nicchia e di difficile comprensione. Credo però che la comprensione dell’arte in generale e della musica in particolare non passi attraverso la facilità degli accordi, della melodia o del ritmo ma attraverso la forza del messaggio. Quando guardi l’Ultima Cena di Leonardo non pensi sia di difficile comprensione anche se di fatto è di difficilissima esecuzione; è un’opera che puoi comprendere su vari livelli, che tu sia un bambino o un pittore professionista o un critico d’arte.


Di solito è più interessante chiedere quali siano gli artisti a cui ci si ispira, io invece ti chiedo quale brano del tuo album ti piacerebbe venisse interpretato e da chi?
Domanda interessante! Faccio di più, te li piazzo tutti: affiderei “Cosa Stai Combinando” a Jula De Palma, “Il Furbo” (riarrangiata) ad Amy Winehouse, “Try To Go” a Jamie Cullum, “Bluesish” a Karrin Allyson e “Payoff” a Chet Baker. “Gondrì” la tengo per me.


Che cosa provi riascoltandoti nelle cuffie?
Non mi ascolto spesso ma quando lo faccio sono contenta, mi stupisco ogni volta. Diciamo che mi accorgo di aver fatto un disco di musica che avrei voluto ascoltare 🙂
 

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Ultimamente fa molto tendenza scagliarsi contro il fenomeno pigliatutto del talent show. Si imputa ai partecipanti di raggiungere subito il successo (spesso fugace) senza fare un adeguato percorso di crescita. Qual è il tuo pensiero al riguardo?
Credo che si faccia un po’ di confusione, soprattutto da parte del “pubblico” e dei partecipanti. Una cosa è la musica, poi ci sono il music-business, il “successo” e la televisione. Bisogna capire perché uno fa musica, se la fa per sé o se la vede come un modo per essere famoso. Bisogna capire cosa s’intende per successo e se quel pubblico è necessario quando fai musica. Poi c’è la televisione, che è ancora diversa dal music business. In televisione si creano contenuti video in cui inserire spazi pubblicitari. La televisione per sua natura tratta i programmi di musica come un qualsiasi altro programma, il fine ultimo è quello di aumentare lo share per vendere più cari gli spazi pubblicitari presenti al suo interno. Che sia musica o cucina il meccanismo è lo stesso. I talent sono programmi televisivi, non sono mecenati, non sono il palco del baretto che fa suonare il gruppo sconosciuto solo per il gusto di farlo, basta saperlo. Detto questo, se partecipi a un talent e sei fortunato puoi vincere e avere successo per qualche mese. Se sei ancora più fortunato e non ti fai fagocitare da tutto, puoi anche trovare la tua strada artistica. Quelli che ci riescono sono molto pochi, come è naturale che sia.


Stai già pensando al secondo disco?
A dire il vero ho già quasi finito di scriverlo :-). Ancora non ho capito dove andrà a parare ma di sicuro è, come dire, diverso da “Miss Apleton”.


Ci ricordi i tuoi contatti per continuare a seguirti?
Certo molto volentieri, ecco i miei profili social:
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ti segnalo anche il link al disco: https://lnk.to/MissApleton


Grazie di cuore Franca, sei stata gentilissima.
Grazie mille per l’attenzione. A presto!

 


 

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