Intervista a LUVESPONE: il singolo “Time Taking Over” e la carriera solista.

luvespone

 Time Taking Over (Maqueta Records/Artist First) è il nuovo singolo di LUVESPONE.
LUVESPONE (volutamente tutto scritto in maiuscolo) dà inizio così alla sua carriera cantautorale da solista dopo l’esperienza con il progetto musicale Reggae Connection di cui è stato fondatore. Il brano, scritto in inglese e in italiano, pone il suo focus sul concetto del tempo: il tempo è un mostro “che può creare disastri” ma, che può e deve essere visto anche come un’occasione in cui “bisogna alzarsi” e cogliere l’attimo. Questo tempo è scandito dal forte taglio autobiografico presente nel brano, attraverso cui si racconta di un LUVESPONE che ha speso il suo tempo per costruirsi come artista.
Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda…

 

Come mai hai deciso di pubblicare “Time Taking Over” come primo singolo?
Perché, per iniziare la carriera da solista, volevo  raccontare la persona che sono, partendo da quello che ho fatto nel corso del tempo. Da un lato è una sorta di cronistoria artistica e personale; dall’altro lato, però, è un invito alla riflessione, come se fosse una vocina pronta a dirti:“Hey, lo vedi che il tempo scorre e se non lo impieghi bene, corri il rischio che i tuoi sogni rimangano chiusi dentro il cassetto del comodino della tua seconda casa?”

Vuoi darci qualche anticipazione in merito al videoclip di questo brano?
Il videoclip è stato volutamente realizzato durante il periodo di distanziamento sociale, per dare una dimostrazione concreta di come si possa impiegare bene il tempo anche nelle situazioni più complicate e difficili come quelle che stiamo vivendo. Inoltre, prevede la presenza dei cameo di alcuni artisti della scena musicale reggae e non solo.

Inizia così la tua carriera da solista: come mai questa scelta?
Ho sempre condiviso il palco e lo studio con un “fratello” che a un certo punto ha deciso di seguire altre strade musicali. L’affetto per lui rimane sempre grande e ovviamente non escludiamo che in futuro si possa riprendere a collaborare.

Quando invece si lavora in gruppo ci sono mai dei litigi?
Litigi? Li chiamerei incontri di pugilato musicale, ahahah. Scherzi a parte, c’è un proverbio latino che dice: “Quot capita, quot sententiae” (quante le teste, altrettanti i giudizi). Effettivamente è vero, però è anche l’aspetto più bello della condivisione. In generale, nell’avventura di gruppo, abbiamo sempre affrontato tutto con tranquillità e pacatezza, seguendo sempre l’istinto e prendendoci, talvolta, le responsabilità delle scelte artistiche. E non è andata poi così male.

Come vedi il futuro della musica dal vivo in Italia?
Se è vero che il valore di una cosa lo si vede quando la si perde, allora mi auguro che i live in Italia torneranno in una sorta di età dell’oro. Nella mia tesi di laurea magistrale, ho parlato molto dell’importanza del turismo musicale, come opportunità per rilanciare i territori e le coscienze artistiche delle comunità ospitanti. Terminato questo periodo, la speranza è quella di vedere sempre più azioni rivolte a sostenere l’attività musicale e concertistica. Speriamo bene.

Dove ti vedremo/ascolteremo nei prossimi mesi?
Sto utilizzando nel miglior modo possibile i miei social per informare, intrattenere e coinvolgere i fans nelle mie attività musicali. È chiaro che, in questo momento, sono uno strumento fondamentale per continuare a diffondere la propria musica e le proprie idee creative, in attesa di ritrovarci, insieme, nei live.

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