Recensione: “Lorca” – Sleepwalker’s Station

Sleepwalker's Station

“Lorca” è il titolo del nuovo album della band indie rock Sleepwalker's Station, masterizzato nei JJ Studios in California: il titolo è ispirato alla figura di Federico Garcìa Lorca, autore, poeta e drammaturgo spagnolo. La band dedica l'album a tutti i viaggiatori (che siano reali viaggiatori o solo sognatori), la quale, con una tracklist che comprende canzoni scritte in cinque lingue e quattro dialetti diversi, eseguiti da 22 musicisti provenienti da tutta Europa, permette all'ascoltatore di navigare con la mente verso terre lontane. 

Il primo singolo estratto è in italiano ed è “Uno di noi”, un brano che vede la partecipazione del cantautore Luca Hernandez, in veste rap per l'occasione. La potenza di questo album sta nella diversità di generi e stili, potendo indirizzare la band verso un diverso pubblico di traccia in traccia. I versi rap rendono i giovani i destinatari di questa canzone: “Uno di noi” è un inno alla gioventù che sta cercando la propria strada, che vuole lanciarsi nel mondo degli adulti, senza ignorare il proprio passato. 

Tutte le altre canzoni presentano atmosfere e situazioni differenti, rendendo ciascuna unica all'interno del disco: “Wandering people”, secondo singolo estratto in radio dal 22 giugno, è una traccia malinconica, una debole ninna nanna addolcita dai leggeri accordi di chitarra acustica; “De molinos y gigantes” rende giustizia alla cultura spagnola, trasportando immediatamente l'ascoltatore in riva alla spiaggia; “Assunta” è il brano che chiude l'album, la dedica a qualcuno di amato, forse una nonna.

“Lorca” è la soundtrack perfetta per un viaggio, non solo fisico, ma soprattutto mentale: un cammino interiore verso le proprie radici, per scoprirsi una persona migliore di quella che si potesse pensare.

  • - 7.5/10
    7.5/10
7.5/10

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